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Iran, 38 anni di carcere e 148 frustate per Nasrin Sotoudeh: i crimini della Teocrazia che nessuno in Italia condanna

di Ragazzi di Tehran #Iran twitter@gaiaitaliacom #Iran

 

 

Nel silenzio più assoluto della teocrazia pentaleghista al governo e di Lady Mogherini il regime iraniano ha condannato ufficialmente Nasrin Sotoudeh – avvocatessa per per i diritti umani – a 33 anni di carcere e 148 frustate. Questa pena, se sommata a quella di cinque anni già inflitta a Nasrin, costringerà la povera avvocatessa a passare in carcere 38 anni e subire, come suddetto, 148 frustate.

Si tratta di una pena assurda, decisa da un regime di maschi che ha voluto umiliare Nasrin – madre di due piccoli bambini – per la sua battaglia contro la pena di morte, in favore dei diritti umani e soprattutto per il suo impegno in difesa delle donne che, in questi mesi, hanno pubblicamente protestato contro il velo obbligatorio. A condannare materialmente Nasrin Sotoudeh è stato, come noto, il regime iraniano. A condannare spiritualmente Nasrin Sotoudeh, è stato l’Occidente, che da anni, in nome di un folle appeasement verso Teheran, ha scelto di non dire una parola sulla drammatica situazione dei diritti umani in Iran.

In Italia, a condannare spiritualmente Nasrin Sotoudeh sono state “personalità” come Federica Mogherini, Emma Bonino, Deborah Serracchiani, Laura Boldrini e Nathalie Tocci, supposte femministe che hanno scelto di genuflettersi a Teheran, facendo gli occhi dolci davanti ai sorrisi beffarsi di fondamentalisti come Rouhani e Zarif. Ovvero di due rappresenanti di un regime misogino che, pubblicamente, negano persino l’esistenza dei prigionieri politici in Iran…

Non c’è che dire, un bel capolavoro. Un capolavoro che conferma la bestialità e la disumanità della Repubblica Islamica dell’Iran e che pesa sulle coscienze di tutte quelle “femministe”, capaci di gridare #meetoo, solo quando c’è da finire sui giornali. Tanto si sa, l’importante non vincere, ma partecipare…

 




 

(12 marzo 2019)

©gaiaitalia.com 2019 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 


 

 

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