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L’Iran affossa definitivamente la legislazione antiriciclaggio richiesta FATF, i Ragazzi di Tehran

di Ragazzi di Tehran #FreeIran twitter@gaiaitaliacom #Russia

 

“Per quanto riguarda il FATF, stiamo assistendo al fatto che hanno creato una copertura, sotto la dicitura di organizzazione contro il riciclaggio di denaro, ma nei fatti, sappiamo che il FATF non e’ una organizzazione economica, ma di sicurezza…creando il FATF loro (i nemici), vogliono colpire il nostro programma nucleare”: con queste parole, parlando ieri (il 27 gennaio 2019, ndr) in pubblico, il Generale Ahmad Vahidi – ex Capo dei Pasdaran e ex Ministro della Difesa iraniano – ha dichiarato morto il processo richiesto al regime iraniano per uniformarsi alla legislazione internazionale in materia di anti-riciclaggio. Un processo richiesto dal FATF – Financial Action Task Force – per provare minimamente a garantire che gli investimenti internazionali in Iran, non finiscano indirettamente nel sostegno finanziario alle organizzazioni terroristiche internazionali.

Quando si è arrivati alla firma dell’accordo di Vienna, il FATF ha accettato di avviare con l’Iran un processo di negoziazione, con l’obiettivo di uniformare la legislazione bancaria iraniana a quella internazionale e togliere cosi la Repubblica Islamica dalla lista nera. Il Parlamento iraniano, quindi, nel giugno 2018 aveva approvato una norma che recepiva – parzialmente – quanto richiesto dal FATF. La norma, però, è stata cassata per ben due volte dal Consiglio dei Guardiani, organo istituzionale supremo in Iran, secondo solo alla Guida Khamenei, che pero’ ne condivide tutte le scelte.

Le parole di Vahidi sono particolarmente importanti. Al fine di favorire l’approvazione della norma sul FATF, alcuni parlamentari iraniani avevano scritto direttamente alla Guida Suprema Khamenei. Vahidi, con le sue affermazioni, chiude definitivamente la discussione: il Generale Pasdaran, infatti, siede nel Consiglio per il Discernimento, un organo creato negli anni ’80 per dirimere le controversie tra Parlamento e Consiglio dei Guardiani. Condannando il FATF, quindi, Vahidi condanna la posizione del Parlamento iraniano e schiera il Consiglio per il Discernimento con il Consiglio dei Guardiani. Le dichiarazioni di Vahidi, arrivano dopo le ammissioni del Capo dell’Agenzia Atomica iraniana Salehi che, parlando in una intervista TV, ha candidamente detto che il regime iraniano ha violato l’accordo nucleare, comprando illegalmente pezzi per il reattore ad acqua pesante di Arak. Non solo: Salehi ha anche detto che, le foto che mostrano il processo di inserimento del cemento nel reattore di Arak – come richiesto dal JCPOA – erano tutte photoshoppate.

Dopo queste affermazioni, l’UE non può restare immobile, né tantomeno, accettare di far partire lo Special Veichle Mechanism (SVP), per permettere alle imprese europee di aggirare le sanzioni USA. Farlo oggi, rappresenterebbe un chiaro sostegno ad un regime che non ha alcuna intenzione, ne di mantenere l’accordo, ne di cambiare la sua politica regionale, continuando a sostenere i peggiori gruppi terroristi internazionali. E’ vero che da Federica Mogherini non ci si può aspettare granché.

 





 

(28 gennaio 2019)

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