Home / Copertina / #Punticardinali di Eugenio Cardi: “Non abbiamo fatto i conti con il taccuino”

#Punticardinali di Eugenio Cardi: “Non abbiamo fatto i conti con il taccuino”

di Eugenio Cardi #punticardinali twitter@gaiaitaliacom #politica

 

 

La frase che dà il titolo a questo mio articolo è stata pronunciata esattamente così come la potete leggere dalla On. Laura Castelli del Movimento 5 Stelle, a proposito del tanto nominato “contratto di Governo”. Credo che sia una espressione così tanto irresponsabile e così tanto significativa da darci esattamente l’idea di quel che ci aspetterà se questi dilettanti allo sbaraglio dovessero davvero finire (perché fortunatamente ancora non è detto) a governare questo strano Paese.

In altre parole: come si fa ad annunciare misure così draconiane e straordinarie che metterebbero a dura prova i conti di un Paese finanziariamente solidissimo (cosa che purtroppo noi non siamo, dato che deteniamo il secondo maggior debito pubblico del mondo) senza dare uno straccio di prova e di concretezza a quanto si sta affermando?

Sostanzialmente è come se un genitore appartenente ad una famiglia con due figli, già molto seriamente indebitata, dicesse improvvisamente all’altro genitore di voler iscrivere i figli a scuole private costosissime, di voler poi acquistare una casa più grande ed una macchina di lusso, rispondendo – alla giusta e spaventata obiezione del secondo coniuge su dove e come si speserebbero tali enormi nuove uscite finanziarie – “non ho ancora fatto i conti con il taccuino”.

Chiunque di noi dotato di un po’ di semplice buon senso, penserebbe che l’altro fosse impazzito o che stesse sostanzialmente delirando. Ecco, ho apportato tale banale parallelismo per spiegarvi – laddove ce ne fosse bisogno – quel che stiamo vivendo al momento con il presunto accordo di Governo Lega/5 Stelle: ho provveduto a leggerne le pagine con sufficiente attenzione, ammesso che la meritasse, e non ho sostanzialmente trovato una sola riga nella quale si spieghi dove acquisire le risorse finanziarie (si parla di 100 – 120 miliardi, ma qualcuno arriva anche a stimarne 300-350) per finanziarie contemporaneamente:

  • Reddito di cittadinanza
  • Flat Tax
  • Abolizione o revisione Legge Fornero.

Come capirete, sono tutte voci IN USCITA dal bilancio dello Stato, mentre non ce n’è una che miri a far entrare cash flow, banalmente, denaro fresco. Niente, nessuna voce in entrata, nemmeno un euro, se non le solite, generiche baggianate che sentiamo ripetere da 50 anni tipo la riduzione degli sprechi e la lotta all’’evasione fiscale, considerando anche che il buon Prof. Cottarelli, che giustamente di riduzione dei costi se ne intende non poco, ci ammonisce che certamente è cosa che può farsi ma che allo stesso tempo bisognerebbe sapere che si andrebbero a tagliare certamente anche servizi necessari al cittadino. Lo stesso Cottarelli, negli ultimi due giorni, ha quantificato i costi delle promesse targate Lega – M5S (cosa che, ripetiamo, loro stessi non han saputo fare): secondo quindi l’ex responsabile della Spending Review, i costi di tale azzardata manovra tripla ammonterebbero tra i 108 e i 125 miliardi, a fronte di coperture indicate dai partiti (di cui sopra) pari a poco più di 500 milioni di euro.

Ma non è finita qui: giustamente i signori che giocano al “piccolo statista” affermano che prima di poter erogare il famoso reddito di cittadinanza (a proposito, una domanda: ma non esiste già la cosiddetta Naspi, che ha lo stesso identico obiettivo? Si cumulerebbe? Sì? No? Non è dato di ottenere risposta sulla questione) andrebbero del tutto rivoluzionati, risistemati e riorganizzati i benedetti centri per l’impiego che, a dircela tutta, non hanno quasi mai impiegato nessuno se non i 9.000 impiegati che hanno alle loro dipendenze: in Germania, dove invece quell’ufficio pubblico funziona benissimo ed è molto efficiente oltre che estremamente attento a sorvegliare che tutto vada nel modo giusto e che i soldi non finiscano in mano a chi non li merita, gli addetti attorno ai 50.000.

Gli esponenti del Movimento 5 Stelle parlano poi di un solo anno di tempo necessario per rivoluzionare e rendere efficienti i centri per l’impiego: centri che sono lì da decine di anni e non vi è mai riuscito nessuno a farli funzionare davvero, loro ci riuscirebbero loro in un sol anno? Finirà peggio di Roma.

Ma anche ammesso che si riuscisse a farli funzionare, quanto costerebbe alle tasche degli italiani dato che andrebbero assunte migliaia e migliaia di nuovi addetti, sarebbe necessario informatizzare il pachiderma, snellire l’iter burocratico, creare una vera e funzionante rete con il mondo delle imprese, ecc. ecc.? Quanti miliardi servirebbero per rendere davvero funzionali e funzionanti i centri per l’impiego? Davvero in un solo un anno sarebbero addirittura in grado di poter offrire ben tre lavori diversi alle stessa persona? Non ce lo dicono.

Care amiche e cari amici, io non voglio tirar fuori ad ogni piè sospinto la bellissima favola di Alice nel Paese delle Meraviglie, ma è esattamente quel che ci stanno vendendo questi signori! Sì, vendendo. Perché tutto ha un costo! E ci costerà davvero tantissimo, probabilmente molto più di quel che oggi è possibile immaginare; i conti dello Stato saranno messi a durissima prova e si rischierà la bancarotta.

Intanto loro, ad oggi, non sanno dirci quanto possa davvero costare tutto questo incredibile, irrealizzabile, sogno manipolatore! Avete capito in mano a chi siamo?

 

 




 

 

(18 maggio 2018)

©gaiaitalia.com 2018 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 



 

 

 

Comments

comments

Server dedicato
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne clicca su "leggi di più". Questo sito utilizza cookies di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. leggi di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi