Home / Copertina / Eugenio Cardi: “La Fabbrica delle Illusioni” #punticardinali

Eugenio Cardi: “La Fabbrica delle Illusioni” #punticardinali

di Eugenio Cardi #punticardinali twitter@gaiaitaliacom #politica

 

 

Mio padre usava dire spesso “non promettere mai a santi e a bambini”.

Mi appare sempre più una affermazione estremamente calzante in questo difficile periodo storico, quando il popolo – affamato, incazzato e speranzoso come un bambino, appunto – non sapendo più a quali santi votarsi si appella e si aggrappa con le ultime forze rimaste ai populisti ed imbonitori dell’ultima ora, dopo aver già ampiamente creduto a ex comici improvvisatisi statisti, a guru di ogni tipo e specie, a santoni e sciamani.

Ora, dopo tutto ciò, è l’ora del “nuovo”, ovvero di quel Salvini che è in politica fin dagli anni ’90 e che è riuscito ad attraversare indenne e ad uscirne pulito come un bambino appena nato tutte le follie leghiste degli ultimi 20 anni, tra avventuristiche affermazioni secessionistiche del vecchio leader, esternazioni deliranti accompagnate spesso addirittura dalla minaccia di prendere i fucili per un triste e squallido remake padano della guerra di indipendenza americana, tra trote nostrane e trota bossiani e successive sentenze penali.

Ma d’altronde si sa, il popolo italiano soffre purtroppo di scarsa memoria, e spesso basta un piccolo restyling per sembrare più nuovi del nuovo, più candidi di un neonato, più freschi di un panno lavato appena steso ad asciugare.

Vogliamo parlare poi di Di Maio? Vogliamo parlare di colui che continua ad affermare di essersi mosso con coerenza e responsabilità, uno che deve i propri successi personali ad un vaffanculo durato dieci anni indirizzato soprattutto a coloro che lui (e tutto il Movimento con a capo Grillo) avevano indicato come la vecchia guardia, come la casta, come quel manipolo di vecchi volponi, professionisti della politica, corrotti, collusi e sempre pronti all’inciucio, ai quali oggi va chiedendo senza alcuna dignità di dividersi con lui le poltrone appena conquistate?

Fino a ieri, Salvini e Berlusconi (oltre ovviamente l’odiatissimo PD) erano i suoi nemici giurati, ora invece, pur di afferrare e tener stretta quella poltrona van bene tutti, chiunque ci stia.

Seguo la politica da quarant’anni, e sinceramente uno spettacolo così squallido non l’avevo mai visto. Certamente il potere ha avuto da sempre il suo lato oscuro, morboso ed estremamente affascinante, vero (d’altra parte, e non a caso, a Napoli si dice che “comandare è meglio che fottere”), ma vi è sempre stato un livello estremamente più alto nei toni, nei modi, nel perseguimento degli obiettivi, nei modi di fare e di esprimersi.

Oggi stravince purtroppo un linguaggio da osteria, più è trucido e maggior successo può garantire, dato che purtroppo da ricerche sul campo sembrerebbe che ben il 50% del popolo italiano sia composto da analfabeti funzionali.

Oggi si urla, si insulta, e più si va fuori dalle righe e meglio è, e non importa che questo – e spesso purtroppo anzi lo si dimentica – sia stato il Paese di personalità di altissimo livello culturale, politico e intellettuale come Calamandrei, De Gasperi, Berlinguer, Moro.

Si fanno promesse assurde che non potranno mai essere mantenute, si cullano i sogni del popolino promettendo una terra promessa, il paese di Bengodi, una exit strategy per tutti per fuggir via dalla crisi economica e molto altro. Si promette cinicamente e demagogicamente che verranno cacciati e perseguiti quei poveri migranti che ci danno così tanto fastidio, e che però servono a raccogliere in Calabria quelle belle arance che poi finiscono sulle nostre tavole o a badare alle vecchie del nostro Belpaese, o a riempire le fabbriche del Nord dove nessun vero italiano vuol lavorare più.

Si crea in buona sostanza, giorno dopo giorno, sciocchezza dopo sciocchezza una gran fabbrica di puttanate inverosimili che a furia di sentirle iniziano incredibilmente a sembrar vere: così si promette contemporaneamente l’eliminazione della legge Fornero, il reddito di cittadinanza distribuito a mani basse ed ancora contemporaneamente la flat tax, per pagare sempre meno tasse a quello mal sopportato ed odioso Stato italiano, lontano ed arcigno, predatore e responsabile di ogni nostro difetto e malefatta, oltre che della scarsa coscienza delle proprie mancanze, difetti, fallimenti e irresponsabilità.

Tutto questo ha però un costo, ovviamente elevatissimo, ma altrettanto ovviamente nessuno sembra preoccuparsene, come se fosse solo un dettaglio tanto alla fine i soldi si trovano e non è quello il problema: per fare tutto ciò che ho appena descritto, gli analisti calcolano  che – euro più, euro meno – ci vorranno qualcosa come 350 miliardi di euro (solo l’abbattimento della Legge Fornero ne costerebbe qualcosa come 280). Una cifra assurda e improponibile o proponibile solo nel mondo dei sogni, mondo dei sogni dove milioni di italiani in questo momento vivono, mondo dei sogni nel quale milioni di italiani credono e vogliono fermamente continuare a credere ed evviva le favole di inizio estate.

Cosa accadrà però quando con le rigide temperature invernali si sveglieranno da questo loro torpore e scopriranno che la Befana ha portato loro il solito carbone di tutti gli anni e che i due re magi così prodighi di promesse insostenibili si sono nel frattempo dileguati nelle nebbie della politica con il loro carico di Oro, Incenso e Mirra?

 




 

(12 maggio 2018)

©gaiaitalia.com 2018 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 




 

 

 

 

Comments

comments

Server dedicato
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne clicca su "leggi di più". Questo sito utilizza cookies di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. leggi di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi