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Iran Deal: qualcuno è alla ricerca di una nuova guerra #Giustappunto di Vittorio Lussana

di Vittorio Lussana #giustappunto twitter@vittoriolussana #politica

 

 

Il presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, ha deciso di abbandonare l’accordo sul programma nucleare dell’Iran. Non si capisce bene il perché di una simile decisione, dato che si tratta di un trattato costato quasi un decennio di fatiche diplomatiche. A quanto pare, Washington sospetta che Teheran continui, di nascosto, ad arricchire l’uranio per arrivare a dotarsi, un giorno, di armamenti atomici, anche se prove concrete di tali attività non ve ne siano. O meglio: gli Stati Uniti dicono di averle. Tuttavia, non le mostrano e si limitano ad accusare genericamente l’Iran di ricatto nucleare nei confronti del mondo, nonostante l’Aiea continui ad affermare esattamente il contrario. Questo è un primo segnale importante nel merito di quanto ci attende per i prossimi anni: colpevolismi a iosa, accuse accampate sul nulla, affannose ricerca del primo ‘capro espiatorio’ che capita a tiro per le finalità economiche di qualcuno, oppure per ragioni di semplice consenso elettorale: è un ‘film’ che, ormai, cominciamo a conoscere.

Il presidente americano Donald Trump

Persino Cina, Russia, Giappone, Francia, Germania e Gran Bretagna hanno confermato, in questi giorni, le loro perplessità in merito alle attuali convinzioni dell’amministrazione amerikana. Per l’Unione europea potrebbe persino trattarsi di un’occasione insperata, per riuscire a dimostrare di avere un proprio peso specifico nei problemi di politica internazionale e garantire la pace in una parte del mondo in cui c’è sempre qualcuno che ha voglia di mostrare i ‘muscoli’, o ‘menare le mani’. Sia come sia, noi eravamo contenti per la soluzione trovata, di recente, tra le due Coree. E stavamo persino cambiando un pochino idea nei confronti del presidente americano, che magari non sarà un ‘fuoriclasse’ della politica, ma umanamente sembra possedere delle qualità. Invece, ecco qui una nuova intricata questione, deposta ‘calda calda’ sui tavoli delle diplomazie internazionali.

Qualcuno sostiene che Teheran non possa essere considerato un interlocutore credibile, né affidabile. Come se gli amerikani, invece, lo fossero. L’emersione del grande Paese sciita dalla propria crisi economica, che in larga parte derivava proprio dalle sanzioni imposte per convincere Teheran a non proseguire sulla strada degli armamenti atomici, ha rilanciato l’immagine iraniana e la sua sfera di influenza economica, preoccupando le altre potenze della regione mediorientale, a cominciare da Israele.

Ali Khamenei, colui che comanda sul serio in Iran

Siamo dunque certi che la storia dell’uranio arricchito di nascosto non nasconda, a sua volta, altre questioni, come per esempio il fastidio generato dalla riconquistata influenza sui mercati internazionali del più grande esportatore di petrolio che ci sia al mondo? Siamo sicuri che Israele e Arabia Saudita non c’entrino nulla con le ‘fissazioni’ di Donald Trump?

In ogni caso, si vede confermata una tendenza delle politiche reazionarie di questi ultimi anni: creare un problema là dove prima non c’era, in base ad alcune stravaganti ‘fissazioni’ che, purtroppo, servono solamente a preparare nuovi conflitti locali in aree che possiamo certamente considerare delicatissime. Per farla breve, in Medio Oriente qualcuno sta cercando la sua guerra.

E non si tratta solamente di Donald Trump.

 

 

 





 

(10 maggio 2018)

©gaiaitalia.com 2018 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 





 

 

 

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