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I Ragazzi di Tehran, su Iran e Siria la Senatrice Bonino ha la memoria corta

di Ragazzi di Tehran #Iran twitter@gaiaitaliacom #EmmaBonino

 

 

Stamane il quotidiano Il Mattino, pubblica una lunga intervista alla Senatrice Emma Bonino. Un’intervista interamente dedicata alla Siria, in cui Bonino lancia l’allarme in merito ad un prossimo attacco chimico su Idlib, rimarca la divergenza di interessi tra Russia, Turchia e Iran e denuncia il rischio di una escalation.

Tutto interessante. Peccato che la Senatrice Bonino, sembra ormai avere la memoria corta, specialmente su alcune posizioni da lei assunte nel recente passato, particolarmente quando occupava ruolo istituzionali di massimo rilievo.

Da Ministra degli Esteri, infatti, Bonino si oppose fermamente ad ogni attacco militare contro il regime di Assad, dopo il terribile attacco chimico del 2013 contro Ghuta. Obama, allora Presidente USA, non ebbe il coraggio di andare fino in fondo e punire Assad e ne venne fuori un accordo internazionale per la distruzione delle armi chimiche di Damasco che, come la storia ha dimostrato, si è rivelato un enorme fallimento.

Peggio, la stessa Bonino che denuncia le ingerente esterne in Siria, fu colei che per prima legittimò la presenza del regime iraniano nel conflitto siriano. Da responsabile della Farnesina, Bonino insistette affinché Teheran fosse direttamente legittimato nei negoziati relativi al conflitto in Siria, questo nonostante il fatto che proprio il regime iraniano fosse stato il primo attore ad intervenire al fianco di Assad per reprimere le proteste popolari (ben prima della deriva jihadista dell’opposizione siriana).

A distanza di anni, si vede chiaramente qual’è stato il solo effetto di aver portato avanti questa legittimazione: aver permesso all’Iran di riempire indisturbato la Siria (e l’Iraq) di milizie paramilitari sciite, in primis di terroristi di Hezbollah.

Quanto affermato sopra è cosi vero che, dopo la decertification dell’accordo nucleare da parte di Trump, la Francia – sostenuta da Gran Bretagna e Germania – si sta facendo carico di rinegoziare non solo la presenza iraniana in Medioriente, ma lo stesso programma missilistico del regime. Senza escludere, tra le altre cose, l’ipotesi di nuove sanzioni.

Purtroppo, chi secondo le agenzie internazionali sembra essere contrario a nuove sanzioni contro l’Iran, è proprio l’Italia che – pur se parte del gruppo E4 – pare mettere il veto ad ogni ipotesi di questo genere. Se davvero la Senatrace Bonino intende influenzare la fine del drammatico conflitto in Siria, lavori affinché anche Roma mantenga il punto fermo con Teheran, chiedendo che la smetta di occupare quattro capitali arabe e di inviare missili ai peggiori gruppi armati della regione.

 




 

 

(16 aprile 2018)

©gaiaitalia.com 2018 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 




 

 

 

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