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Ragazzi di Tehran: il comunicato di Trump sull’Iran è il via della guerra alle pressioni di Mogherini e UE

di Ragazzi di Tehran #Iran twitter@gaiaitaliacom #Trump

 

 

Federica Mogherini sta facendo di tutto per tenere in piedi l’accordo nucleare con l’Iran. Una attività di simil-lobbying pro-Teheran cominciata già all’epoca di Obama, che abbiano già criticata in diversi articoli.

In quel periodo, infatti, l’ex amministrazione americana e i massimi vertici della politica estera europea erano perfettamente in accordo nel sostenere un accordo con Teheran. Fino al punto di:

  • inventare una apposita (e falsa) narrazione della Repubblica Islamica (come ammesso dall’ex consigliere di Obama, Ben Rohdes);
  • passare sopra alle violazioni dell’accordo da parte dell’Iran (i numerosi test missilistici con missili balistici potenzialmente capaci di trasportare ogive nucleari);
  • permettere la chiusura di importanti indagini in merito al narcotraffico di Hezbollah, una scelta avvenuta in parallelo con la decisione europea di non inserire l’ala militare del Partito di Dio nella lista delle organizzazioni terroristiche dell’UE.

Con l’arrivo alla Presidenza americana di Trump, gli Stati Uniti e l’UE hanno preso due strade diverse. Mogherini, però, non si è limitata a rappresentare le istanze europee a Washington, ma ha interpretato il suo ruolo in completo asse acritico con l’Iran. In tal senso, Mrs Pesc, non ha solo chiuso gli occhi davanti alla repressione delle proteste popolari in Iran, ma ha convocato ad hoc a Bruxelles il Ministro degli esteri iraniano Zarif, poco prima della dichiarazione fatta da Trump sulla permanenza o meno degli Stati Uniti nell’accordo nucleare.

Come noto, almeno momentaneamente, Trump ha deciso di non ritirarsi dall’Iran Deal, ma ha aperto la porta alla fine dell’accordo con Teheran. Stavolta, l’ha fatto passando la palla agli europei. Come scritto nella dichiarazione ufficiale della Casa Bianca, ora dovranno essere gli europei a rimediare alle distorzioni dell’accordo di Vienna, convincendo gli iraniani ad accettare delle modifiche al JCPOA. Per Washington, questa sarà – come scritto – l’ultima possibilità che l’amministrazione americana concederà.

In pratica, per diventare la voce di Teheran e rompere ogni dialogo con la Casa Bianca, la Mogherini ha preso su di se il compito impossibile di convincere gli iraniani a riscrivere l’accordo. Un’evenienza già scartata da mesi dall’Iran.

Gli europei e gli iraniani, da settimane, sostengono che – anche se gli americani si ritireranno dall’accordo – loro rispetteranno quanto pattuito a Vienna nel 2015. Piccolo particolare, sono tutti consapevoli che, se gli americani dovessero rimettere le sanzioni primarie, ben pochi businessman europei si recherebbero a Teheran per fare affari (già oggi, il numero di coloro che che concretamente hanno investito nella Repubblica Islamica è assai basso).

Morale della (brutta) favola: la Mogherini, per giocare ad alla fatina buona che combatte il “lupo cattivo” (Trump), ha finito per essere mangiata. Con il piccolo particolare che, nel suo brutto finale, la Mogherini ha trascinato tutta l’UE, arrecando un danno d’immagine a tutta l’Europa, fino ad essere valutata negli Stati Uniti talmente imbarazzante, da esser definita da Bloomberg “l’amica dei dittatori”.  




Link:

https://www.nytimes.com/2016/05/08/magazine/the-aspiring-novelist-who-became-obamas-foreign-policy-guru.html?_r=0

https://www.whitehouse.gov/briefings-statements/statement-president-iran-nuclear-deal/

http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13298350/federica-mogherini-amica-dei-dittatori-imbarazzo-negli-stati-uniti.html





(15 gennaio 2018)

©gaiaitalia.com 2018 – diritti riservati, riproduzione vietata




 

 

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