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“Punti-Cardinali” di Eugenio Cardi: Vi racconto (la mia) Ostia…

di Eugenio Cardi, #punticardinali twitter@gaiaiataliacom

 

 

In realtà avevo pensato di scrivere il mio secondo articolo per GaiaItalia.com su tutt’altro, ma ovviamente il fattaccio accaduto pochi giorni fa ad Ostia ha cambiato e stravolto i miei piani, e così ho pensato bene di aggiungere alla discussione in corso il mio umile contributo, dato che ad Ostia ci abito e ci vivo da ben 15 anni, ed avrò quindi il diritto – io più di altri – di dire la mia sull’argomento.

Questo mio articolo, ve lo dico subito, non va ad aggiungersi alla criminalizzazione che è stata fatta di Ostia e dei lidensi in questi ultimi giorni (nemmeno girassimo con il giubbotto antiproiettili come Bisio nel film “Benvenuti al Sud”) ma ha lo scopo in un qualche modo di mostrarvi l’altra Ostia, quella che nessuno vi mostra mai, quella delle spiagge pulite e piene di gente, degli stabilimenti balneari che a notte divengono discoteche e meta continua di migliaia di ragazzi, della bellissima pineta che Ostia ha alle spalle, delle stradine di Ostia Levante che vedono splendide palazzine Liberty risalenti ai primi del secolo scorso, della Ostia insomma che quando la mattina scendi di casa con la temperatura estremamente mite (che c’è qui tutto l’anno) e vai a prendere il giornale ed il caffè al bar ti sembra sempre di stare in vacanza.

Questo mio articolo quindi è per spezzare una lancia nei confronti di Ostia, che non merita assolutamente l’immagine inquietante e lugubre che le è stata gettata addosso in questi giorni, e questo lo scrivo da lidense e a nome (mi permetto dire) di tutti i lidensi perbene.

Infatti, che vi sia della criminalità è cosa ben accertata e acclarata, non siamo né ingenui, né bambini né tantomeno sprovveduti e non lo si è certo scoperto in questa settimana; solo nella giornata odierna, Gianpiero Cioffredi, Responsabile dell’Osservatorio Legalità e Sicurezza della Regione Lazio intervistato dal Tg3 Regionale dichiarava l’esistenza nel territorio lidense di tre diversi clan, due autoctoni (Spada – Fasciani) ed uno originariamente proveniente dal Sud d’Italia (Triassi). Onde per cui nessuno penserebbe di smentire tale affermazione e l’esistenza stessa della criminalità, ma allo stesso tempo mi ha estremamente irritato in questi giorni (e spinto a scrivere questo articolo) il fatto che all’improvviso Ostia sembrasse essere divenuta il Bronx d’Italia: Roberto Saviano l’ha addirittura paragonata a Corleone e Scampia, su Twitter ho letto commenti nei quali si richiedono divisioni di uomini ben armati addestrati a combattere e il Corriere della Sera in un suo articolo si spingeva nel descrivere Ostia quale “una Suburra con vista mare, una Terra di nessuno”.

Come sempre quindi, si esagera, e i media su questo hanno la loro responsabilità.

Fermo restando che, così come si diceva, una certa criminalità è certamente ben presente e radicata (c’è però un lembo del territorio italiano che può dirsi libero e franco da tale grosso e inquietante problema?), fatta di estorsioni, spaccio di droga, usura e quant’altro,   Ostia è anche tanto altro! Se ne parla come se fosse un’unica cosa e in un’unica maniera, quasi come fossimo – noi lidensi – asserragliati in casa con i mitra puntati. Non è così.

Ostia è il lido di Roma, la spiaggia della Capitale d’Italia, l’unico vero sbocco che ha sul mare Roma, dato che per il resto vi è Fiumicino a Nord (che fa Comune a sé) e a Sud vi è Torvaianica che è Comune di Pomezia.  Ostia è quindi parte integrante del Comune di Roma (per ben due volte i lidensi, nel 1989 e nel 1999, sono stati chiamati a pronunciarsi su un eventuale distacco dal Comune per divenire autonomi ma in entrambe le occasioni hanno detto NO), è una zona di grande estensione che d’estate arriva a contare circa 400.000 residenti, dei quali 250.000 stanziali che risiedono nel territorio tutto l’anno (come appunto il sottoscritto), residenti distribuiti su territori, zone e località anche molto diverse tra di loro (Ostia Lido, Ostia Antica, Dragona, Infernetto, Vitinia, ecc).

L’unico lembo di terra però che si affaccia sul mare è appunto Ostia Lido, tutte le altre zone sopradette si trovano nello spazio intercorrente tra Ostia Lido e Roma Centro, distanza che assomma a circa 30 chilometri, per cui ognuna delle zone citate ha le proprie peculiarità e problematicità, problematicità diverse a seconda della distanza dal mare o dal centro di Roma.

Ostia Lido a sua volta è in un qualche modo divisa territorialmente in due distinte zone,  immaginariamente “separate” dal pontile di Ostia e molto diverse tra di loro: c’è la cosiddetta Nuova Ostia (Ostia Ponente), ovvero la striscia di lungomare (in questi giorni al centro dell’attenzione dei Media) che dal pontile va verso Nord e termina con il porto turistico (esattamente dietro al quale è stato eretto il monumento a Pier Paolo Pasolini) e dove vi è purtroppo un agglomerato di case – ad oggi spesso fatiscenti – di edilizia popolare anni ’50 e ’60 composti da casermoni tutti identici l’uno all’altro costruiti all’epoca per buona parte dal costruttore Armellini, la cui unica figlia, Angiola Armellini, è balzata qualche tempo fa agli onori delle cronache per via della sua dichiarazione dei redditi dalla quale risultava che la stessa era proprietaria di ben 1243 appartamenti.

Questa zona di Ostia, ovvero Ostia Ponente, che va dal pontile in su, è la zona di Ostia più malfamata e che vede dal punto di vista toponomastico al proprio centro Piazza Gasparri, per molti anni base di spaccio e di criminalità diffuse e dove appunto si è incentrato l’interesse dei Media.

La zona Sud di Ostia Lido, ovvero Ostia Levante, che si estende dal pontile verso Sud, direzione Torvaianica, è invece la parte migliore di Ostia, e questo in ogni senso, dove tra Piazza Anco Marzio (in onore del quarto Re di Roma) e via dei Misenati (una sorta di corso di Ostia reso pedonale da qualche anno) vi è lo “struscio” continuo di persone di ogni genere, dai ragazzi che sono lì seduti al bar fino a tarda notte a chiacchierare, alle famiglie, a tutti i romani che ossessivamente (ogni weekend che Dio comandi) decidono di mettersi in macchina per andare a prendere nel pigro pomeriggio domenicale un caffè ad Ostia.

Per tornare a quanto scritto da Saviano, onestamente non credo che ci siano tanti napoletani che la domenica si mettano in macchina per andare a prendere in caffè a Scampia. Lo scrittore napoletano ha infatti utilizzato una similitudine del tutto inappropriata, tantissime cose ci distinguono da Scampia. Ad Ostia i miei figli sono sempre rientrati a qualsiasi ora del giorno e della notte senza alcun problema, hanno fatto ogni tipo di sport, dal surf presso il Circolo Nautico, allo skate, all’equitazione (data la numerosissima presenza di maneggi intorno e subito dietro Ostia Lido).

Abbiamo poi i famosissimi scavi di Ostia Antica (sui quali si affaccia il bel Castello di Giulio II, tenuto benissimo e perfettamente visitabile) dove arrivano in ogni momento e in ogni stagione frotte di turisti da tutto il mondo, di cui moltissimi tedeschi.

 

E’ altrettanto ovvio poi che si possiede una attività commerciale si possono incontrare le stesse problematiche che si possono vivere a Palermo o a Napoli, od anche a Milano (rapine, usura, estorsione); abbiamo ovviamente i nostri problemi (ad esempio ad oggi con la Giunta grillina non esistono più servizi di giardinaggio, potatura e spazzamento, oltre la raccolta dell’immondizia che vive gravissimi problemi) ed il treno Roma – Lido, battezzato in origine quale “la freccia del mare”, che invece ha vagoni e infrastrutture spesso risalenti agli anni ’50.

La migliore amministrazione, in assoluto, che ha visto Ostia è stata senz’altro quella dell’epoca Veltroni, che si è insediato esattamente nello stesso anno in cui io mi trasferivo ad Ostia da Roma centro. Arrivai qui e rimasi entusiasta del risveglio generale che andava trasformando Ostia Lido dal quartiere dormitorio (che era stato fino ad allora)  a luogo di villeggiatura: marciapiedi e strade rifatti, ampliamento enorme delle spiagge, lampioni nuovi, riorganizzazione e riammodernamento del porto turistico.

Poi, purtroppo, è intervenuto un nuovo periodo cupo con la Giunta Alemanno che oggi ha continuità con la Giunta Raggi che, anzi, non ha fatto altro che peggiorare ulteriormente le cose.

Speriamo in tempi migliori.





(11 novembre 2017)

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