Home / Copertina / Ragazzi di Tehran: l’Italia prende i soldi dai fondi per l’imprenditoria giovanile per investire in Iran

Ragazzi di Tehran: l’Italia prende i soldi dai fondi per l’imprenditoria giovanile per investire in Iran

di Ragazzi di Tehran, twitter@RagazzidiTehran

 

 

Quanto era stato da qualche settimana anticipato, diventa realtà: con l’articolo 32 della nuova legge di bilancio – nei prossimi giorni in inizio discussione al Senato – il Governo italiano propone di trasformare InvItalia in una specie di nuova Sace, capace di assicurare investimenti esteri in Paesi ad alto rischio.

InvItalia, nata per attrarre investimenti, servirà al Governo per superare le ritrosie di Cassa Depositi e Prestiti, contraria ad investire in Iran sia per non mettere a rischio i soldi dei correntisti delle Poste (circa 80% del budget della Cassa) e sia per le nuove sanzioni che l’Amministrazione Trump sta approvando contro Teheran. La Cassa, infatti, è legata a Fondazioni Bancarie che, ovviamente, non vogliono mettere a rischio i loro investimenti negli Stati Uniti. Ecco allora la soluzione InvItalia, una scatola vuota, da usare a piacimento, su pressione di Confindustria e dei ministri Padoan (Economia) e Calenda (Sviluppo Economico).

La cosa che spaventa è il capitolo al quale si attingerà per i finanziamenti statali, per trasformare InvItalia in una nuova Sace: secondo l’articolo 32 comma 1, il capitale sarà sottoscritto o incrementato, usando quanto previsto nella legge 196 del 1997 articolo 25, comma 2. Se si va a prendere quella legge, intitolata “Norme in materia di promozione dell’occupazione”, si scopre che quelle risorse erano destinate a fondi per l’imprenditoria giovanile… Per non farci mancare nulla, al fine di coprire le garanzie dello Stato, il Ministero delle Finanze istituirà un Fondo di 120 milioni di euro, solamente per l’anno 2018.

In altre parole, usando dei tecnicismi, verranno usati dei fondi predisposti inizialmente per promuovere l’imprenditoria giovanile, al fine di promuovere le relazioni economiche con Paesi ad alto rischio, leggasi Iran… Soldi che verranno concretamente investiti in un Paese che sostiene il terrorismo, ha un altissimo livello di corruzione interna e non può in alcun modo garantire alcuna delle due diligence previste, ovvero la verifica dei bilanci delle società iraniane coinvolte negli scambi con l’Italia.

Un Paese che, com’è stato ammesso anche al Forum di Zurigo UE-Iran, ha un sistema bancario sull’orlo del fallimento. Proprio in questi giorni, ma i nostri organi di stampa si guardano bene dallo scriverlo, migliaia d’iraniani sono scesi in piazza contro questo altissimo livello di corruzione e contro il ruolo dei Pasdaran nel sistema finanziario del Paese.

Speriamo davvero che in sede di dibattito parlamentare, questa norma sia stralciata, salvaguardando cosi i fondi pubblici italiani e usandoli veramente per investimenti capaci di promuovere l’occupazione e l’imprenditoria giovanile!

 

 

I Ragazzi di Tehran: pur di investire in Iran il Governo Italiano emargina la Cassa Depositi e Prestiti

https://www.ediltecnico.it/wp-content/uploads/2017/10/testo-manovra-bilancio-2018-30-ottobre-2018.pdf

http://www.camera.it/parlam/leggi/97196l.htm





(30 ottobre 2017)

©gaiaitalia.com 2017 – diritti riservati, riproduzione vietata

 



 

 

Comments

comments

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne clicca su "leggi di più". Questo sito utilizza cookies di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. leggi di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi