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M5Espelle: l’incoronazione di Di Maio, l’epurazione di Roberto Fico e l’hacker che vota “decine di volte”

di Giovanna Di Rosa, twitter@gaiaitaliacom

 

 

La notizia non è la non-elezione di Luigino Di Maio, ampiamente prevista (toccherà soltanto contare i voti – ma sarà più divertente contare i votanti), la notizia è che il M5Espelle si prepara all’ennesima epurazione. E stavolta il nome è di quelli che pesano: al presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Roberto Fico, verrà infatti impedito di parlare dal palco della Festa pentademenziale di Rimini.  La sua colpa? Avere “alitato” critiche contro Luigi Di Maio l’Intoccabile, principino delle primarie online degli hacker che votano “decine di volte” e poi lo dichiarano ai giornali, eletto nell’Olimpo degli Dei della chiesa di Grillology in due giorni di click sul sito che ospitava le primarie “rallentato”, “hackerato”, troppi contatti, tutto fa brodo nel gigantesco pentolone del complottismo.

Oggi veniamo a sapere che Roberto Fico “se vorrà, parlerà”. Quindi se non parla è perché lui non vuole. Il M5S non c’entra. Un classico del pentadementismo: la colpa è sempre di qualcun altro. Escono cifre sulle votazioni online. C’è chi ha parlato sui social di 80mila voti. Non si commenti tale notizia. Le cifre ufficiali non sono ancora state rese note. Chissà se lo saranno. Tolinelli è imbufalito: “Mai dato numeri”, parole opinabili considerando che danno i numeri tutti i giorni. Poi se la prende con la nuova legge elettorale: “Testo incostituzionale e contro di noi”; perché la novità di oggi è che i grandi statisti del M5S conoscono la Costituzione. Deve avergliela insegnata Luigi Di Maio. La cui cultura, notoriamente, gli permette di dare lezioni di diritto costituzionale anche al presidente Mattarella.

Poi c’è il solito hacker, quello che pare avercela con la piattaforma Rousseau, lui è Rogue_0,  che afferma su Twitter di essere riuscito a intrufolarsi più volte nel sistema operativo M5S durante le votazioni per la scelta del candidato premier di Grillology.

 

 

 

 

L’hacker se la prende poi, irridendola, con la misura di sicurezza legata all’SMS.

 

Andando oltre e prendendosi gioco della Casaleggio & C. con il tweet che segue.

 

Vogliano o no tutto ciò che il M5S tocca si trasforma in una farsa: la democrazia interna, le innovazioni, i denunciati hackeraggi, la lentezza del sito, le primarie, le esternazioni, le rassicurazioni “è andato tutto bene”, i governi delle città, i comunicati, l’atteggiamento di chi gestisce il potere. E la Festa della non-politica di Grillology che si tiene a Rimini (attese diecimila persone a sera), aperta dal guitto del Sacro Blog che canta sul palco.

Se non fosse una faccenda terribilmente seria, ce ne potremmo anche fregare.




(23 settembre 2017)

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