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Segnalati a Facebook (e fatti bloccare) per un articolo scomodo: viva la libertà

di Il Capo,  twitter@gaiaitaliacom

 

 

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato uno dei numerosi articoli de I Ragazzi di Tehran su una delle tante “missioni” di Federica Mogherini in Iran. L’articolo si soffermava sui “danni” che la figura di Mogherini paludata nel velo tipico imposto alle donne dalla feroce teocrazia degli Ayatollah – tutti maschi! – immortalata in una fotografia che riteniamo politicamente imbarazzante (e che ripubblichiamo più in basso), rischia di procurare all’immagine di una diplomazia europea “prona” al regime iraniano. Mogherini è stata fotografata mentre, dietro di lei, membri del parlamento iraniano (tutti maschi!), la osservano quasi ad incensarsi come coloro che hanno imposto le loro usanze “all’infedele” politica di alto rango libera in Europa, ma costretta a sottomettersi al volere del “maschio” in Iran.

L’articolo, che avrebbe anche potuto essere più “soft” nei toni, senza cambiare di una virgola la sostanza, va riconosciuto, ha generato l’ira funesta di appartenenti – soprattutto donne – a due gruppi su Facebook che fanno riferimento al PD, i cui membri ci hanno sommerso di insulti senza avere capito nulla dell’articolo e soprattutto, senza conoscere nulla di ciò che significa essere donne in Iran, a seguito di alcune nostre risposte che evidenziavano la loro grettezza, ignoranza ed incultura politica. Dopo la segnalazione Facebook ci ha inibito la possibilità di postare nei gruppi per quattro giorni.

Se è questa le democrazia che praticano persone che fanno capo ad un partito che si chiama Democratico, presumibilmente elettori ed elettrici di questo partito, stiamo freschi. E’ poi interessante soffermarsi sugli insulti che ci sono stati rivolti, più o meno dello stesso tenore di quelli che quegli stessi appartenenti a quegli stessi gruppi, rivolgono agli “odiati” grillini. Ne deriva così che “chiunque” manifesti la pur minima critica, documentata e rivolta alle “azioni” e non alla persona, diventa un “nemico” da distruggere, da contrastare con ferocia, in un ultima analisi da “zittire”.

La segnalazione anonima a Facebook è il mezzo migliore per questi leoni da tastiera la cui incultura ed arroganza vanno di pari passo. Va segnalato, è antropologia sociale spicciola, come le offese più feroci ci siano arrivate da donne, attempate, poco colte, sgrammaticate, ignoranti della materia, evidentemente “offese” – dato che il nostro ego arriva sempre assai più lontano della nostra intelligenza – dall’articolo percepito come “anti-Mogherini” e quindi “contro le donne”.

Ed è particolarmente a loro che vogliamo dirigere alcuni chiarimenti sulle ragioni che hanno spinto I Ragazzi di Tehran a scrivere quell’articolo; e a scriverlo in quel modo, certi di interpretare ciò che essi volevano dire, e direbbero.

 

  • Non corrisponde al vero che un politico, uomo o donna che sia, soprattutto quando protetto da immunità diplomatica, debba “conformarsi” al costume del paese, il farlo è una “concessione” che chi si reca in quel paese decide se “offrire” in segno di rispetto per l’ospite; non è un obbligo. Chi lo ritiene un obbligo, o pensa che ci sia “intelligenza politica” dietro quella mossa, si sbaglia e dovrebbe chiedere ai rappresentanti del governo italiano perché non si obbligano i dirigenti iraniani a rinunciare ai loro abiti tradizionali al loro arrivo nel nostro paese;

  • la scelta di Mogherini è discutibile per alcune ragioni, basate soprattutto sulla condizione femminile in quel paese, la prima delle quali è legata (o dovrebbe esserlo) alla stessa costituzione iraniana che stabilisce come per la Legge dello Stato la donna vale “legalmente” il 50% dell’uomo. Ne deriva, care leonesse da tastiera, che l’assassino di una donna morta ammazzata riceverà il 50% della pena in meno che se avesse ucciso un uomo, la famiglia della scomparsa il 50% del risarcimento in meno; una figlia riceverà il 50% del 100% dell’eredità che le spetterebbe, ma se fosse stata un uomo l’avrebbe ricevuta per intero; un uomo ha diritto di ripudiare una donna, ma non esiste la possibilità contraria, e via e via… Siete intelligenti [sic] e capirete;

  • accettando la scelta imposta come “necessaria” per una donna occidentale di presentarsi con il velo in territorio iraniano, Mogherini ha secondo noi dato un pessimo segnale non soltanto alle donne iraniane, delle quali può anche importarvi poco, ma anche a quelle europee. Mogherini si è piegata “esageratamente” alle imposizione del regime assassino di Tehran in nome di nuovi accordi bilaterali (presunti!) tra Unione Europea ed Iran. La nostra Alta Rappresentante, in nome di Bruxelles, dovrebbe comportarsi in modo che se accordi devono esserci, ci siano sulla base di una parità di “civiltà” che si manifesti anche attraverso il rispetto delle diverse usanze che, se per le iraniane prevedono l’obbligo del velo, non lo prevedono per le europee perché in Europa quell’obbligo non esiste. Immunità diplomatica vuol dire anche questo. Non lo diciamo noi. Lo dice la Convenzione di Vienna. Leggetevela. In più Mogherini, in quanto rappresentante dell’Unione Europea e non di un paese islamico, avrebbe dovuto ribadire l’indipendenza della donne europee ed il rifiuto a sottomettersi ad un potere maschilista e femminicida che usa la religione come clava contro le minoranze, e soprattutto contro le donne (che sono maggioranza, ficcatevelo in testa) imponendo, diplomaticamente, il suo diritto a presentarsi a capo scoperto;

  • qualora ne abbiano voglia, le leonesse da tastiera che ci hanno fattobannare”, diano un’occhiata attenta alla foto che pubblichiamo più in alto così da rendersi conto delle occhiate che i “maschi” parlamentari iraniani rivolgono a Mogherini; sguardi e sorrisini la dicono lunga su ciò che questi servi dei Pasdaran e dell’integralismo religioso come lucroso affare di Stato, pensano dell’altra parte del cielo; quelle foto sono realizzate per “sminuire” l’importanza del ruolo di Mogherini in quanto “rappresentante donna” di un “occidente” che ha addirittura l’ardire di considerare le donne “uguali” agli uomini, al contrario della Costituzione dell’orribile teocrazia in mano ai Pasdaran che finanzia Hezbollah e il terrorismo internazionale;

  • last but not least, Mogherini in missione ufficiale rappresenta l’Unione Europea tutta, anche quella che aborre l’abitudine di certi paesi di obbligare le persone a comportarsi in un certo modo, a vestirsi in un certo modo, ed impongono usi basati su “credenze” religiose che sfiorano l’animismo. Credenze elette a Teocrazia. Non ci sono teocrazie in Europa e se l’UE è “l’Unione dei Diritti”, Mogherini dovrebbe pensare che rappresenta circa 500 milioni di laici, la maggior parte dei quali detesta le imposizioni. O dice di farlo.

 

Fosse anche solo per questo, Mogherini è contestabile. Vi piaccia o no. Per questo riteniamo che abbia sbagliato e continui a sbagliare. E lo scriveremo nonostante il vostro tentativo di farci stare zitti. La cattiveria, gentili Signore, non vince mai. Ma l’occasione è ghiotta e pregna di insegnamenti intelligenti: pur facendo un mestiere come il nostro si dovrebbe avere l’accortezza – che non sempre si ha – pur avendo scelto una linea editoriale mordace, di non urtare eccessivamente la sensibilità altrui. Cosa che non ci costerà nulla fare in futuro.

 



 

Da parte loro, le leonesse ed i leoni da tastiera, dovrebbe avere l’umiltà di pensare che pur avendo la possibilità di postare il loro inutile pensiero troppo spesso gravido di nulla, su un mezzo visibile a centinaia di milioni di persone, il rispetto per il punto di vista altrui non può esaurirsi con un insulto ed una “denuncia” alla prima risposta dell’insultato: persino lo statuto del partito al quale i gruppi che ci hanno coperto di insulti fanno riferimento parla di parità di diritti, libertà di opinione e stupidaggini simili; se sono proprio i suoi sostenitori a non rispettare le idee del partito nel quale raccontano di militare, allora siamo davvero tutti fregati. Loro per primi.

Grazie comunque. Perché comunque i nostri lettori continuano ad aumentare. Nonostante gli insulti, il quotidiano Gaiaitalia.com si è ritagliato uno spazio di critica politica e sociale riconosciuto. Alla nostra linea editoriale, alla nostra missione di critica verso tutti gli abusi del potere e di chi si crede potente, si tratti di politici o comuni cittadini “protetti” dall’anonimato di una tastiera, non verremo mai meno. Voi, tutti, avete una libertà garantita: siete liberi di leggerci o no. Questa libertà non contempla la cattiveria di volere “zittire” qualcuno. Questo lo fanno i fascisti. E nessuno di voi certamente lo è.

 




(11 agosto 2017)

 

 

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