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Quanto piace la libertà di opinione ai “rifugiati nei gruppi d’opinione” sui social network

di Daniele Santi, twitter@gaiaitaliacom

 

 

La rubrica “I Ragazzi di Tehran” nasce con il nostro quotidiano. Chiedemmo loro di collaborare con noi, con assoluta libertà di scrittura, un paio di mesi dopo la nascita del quotidiano. Non scendiamo in particolari, ma ci teniamo ad assicurare che ognuno di loro sulla questione iraniana ne sa assai di più di ognuno di noi, e di ognuno di coloro che si spacciano per esperti. Detto questo, e puntualizzato che i Ragazzi continueranno ad essere ospitati sulle nostre pagine fin quando non decideranno il contrario, ci va di sottoporre alla Vostra attenzione, gentilissimi che ci leggete, la grande tolleranza che contraddistingue tutti coloro che per avere libertà di opinione di rifugiano in sedicenti gruppi d’opinione sui social network dove sono circondati soltanto da gente che la pensa come loro. Per mostrarvi quanta tolleranza, conoscenza, intelligenza e desiderio di comprendere le ragioni altrui alberghino il cuore di questi leoni da social vacanzieri, ecco alcuni dei commenti che accompagnano l’articolo “Ragazzi di Tehran: Ecco perché Mogherini in Iran ha umiliato se stessa e tutta l’UE” che abbiamo condiviso qualche minuto fa sui social, e particolarmente su gruppi dello stesso segno politico di Federica Mogherini.

 

 

L’articolo, provocatorio, come provocatorio deve essere tutto ciò che fa discutere – e non è detto che sia il modo giusto, su questo saremmo lieti di discutere – non si basa sul punto di vista occidentale rispetto a ciò che va fatto in “diplomazia” – perché sono tutti esperti diplomatici sui social, oltre ad essere segretari di partito, premi nobel, giornalisti, poliglotti, atleti, allenatori di calcio e, naturalmente, selezionatori della nazionale – ma sul punto di vista iraniano sul “piegare” gli altri alla loro ideologia, secondo un’usanza di quella cultura della quale conosciamo nome e cognome e significato, ma con la quale non vogliamo annoiare gli eruditi commentatori di cui sopra, essendo sicuramente loro molto più edotti di noi sulla materia.

Gran parte dei commenti di cui sopra, provengono da gruppi d’opinione legati al PD, a testimonianza che in quanto a fanatismo non c’è colore politico che tenga, se solo si ha il coraggio di operare una minima critica all’ortodossia ecco che volano gli insulti. Così, mentre vi godete – se ne avete voglia – insulti, articolo e nostra successiva pubblicazione, magari aiutateci a riflettere su come mai un tempo eravamo capaci anche di rifettere sulle critiche mentre oggi, alle prese con un mondo sempre più intollerante, superficiale ed ignorante, tutto ciò che si sa fare è alimentare intolleranza, superficialità ed ignoranza, nonostante si senta di appartenere alla forza politica – qualunque essa sia – più democratica del mondo e si aderisca ai gruppi che a quella forza politica fanno riferimento sfidando i limiti del buon gusto con post insultanti firmati con nome e cognome.

Detto con tutta la gratitudine possibile verso chi, comunque, viene sulle nostre pagine e ci legge.





(7 agosto 2017)

 

 

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