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Ragazzi di Tehran: il Ministro degli Esteri iraniano Zarif in Italia, ecco ciò che il Governo dovrebbe chiedergli

di Ragazzi di Tehran,   twitter@RagazzidiTehran

 

 

 

L’agenzia di stampa Iraniana Tasnim News, vicina ai Pasdaran, riporta la notizia dell’imminente viaggio del Ministro degli Esteri Zarif in Germania e in Italia. Per la precisione, Zarif è partito per Berlino ieri e dovrebbe arriva in Italia martedì sera (anche se, ad oggi, non risulta alcuna nota ufficiale della Farnesina).

In Italia, Zarif incontrerà il Ministro degli Esteri Alfano e il Primo Ministro Paolo Gentiloni. Riteniamo che quest’occasione debba rappresentare un momento per rimarcare al regime iraniano che, se davvero vuole avere un posto nella Comunità Internazionale, deve assolutamente mutare alcune sue politiche considerate inaccettabili.

Ecco alcuni dei temi che, durante la visita di Zarif, il Governo italiano avrebbe il dovere di sollevare questioni legate a:

  • Il rispetto dei diritti umani e la liberazione dei prigionieri politici: in particolare il rilascio immediato dell’attivista iraniana Narges Mohammadi e di Ahmadreza Djalali, per anni ricercatore medico presso l’Università del Piemonte Orientale;
  • La condanna del regime iraniano per il Massacro degli Oppositori politici del 1988. Una condanna recentemente richiesta anche in un appello firmato dalla maggioranza dei Parlamentari italiani. In tal senso, i rappresentanti Governativi avrebbero il dovere di trasferire il messaggio dell’organo legislativo, al Ministro degli Esteri iraniano;
  • La fine delle leggi discriminatorie contro le donne iraniane, comunicando dalla negazione dell’accesso agli stadi e al diritto di pedalare in pubblico;
  • La fine delle leggi discriminatorie contro le minoranze etniche e religiose, in primis quelle contro i Baha’i, verso i quali è applicato un vero e proprio regime di apartheid;
  • La fine dell’invocazione alla distruzione e alla morte dello Stato d’Israele e degli Stati Uniti, due Paesi alleati dell’Italia;
  • La fine della promozione del negazionismo da parte del regime iraniano e la richiesta che Teheran ammetta pubblicamente che l’Olocausto è esistito e negarlo rappresenta un abominio storico;
  • La fine del sostegno al terrorismo da parte della Repubblica Islamica. Ricordando che, sin dal 1984, il regime iraniano è considerato dagli Usa il primo sponsor del terrorismo a livello internazionale;
  • Il ritiro immediato di tutte le milizie sciite pagate e addestrate dall’Iran, da Paesi come Siria e Iraq. Tale ritiro, rappresenterebbe una svolta strategica anche nella guerra contro il Califfato di Isis;
  • La deposizione immediata di tutte le armi da parte di Hezbollah, come richiesto dalle stesse Nazioni Unite. Una condizione necessaria per ridare al Libano e al suo esercito – sostenuto anche dall’Italia – la dignità che dovrebbe espettare ad uno Stato;
  • La fine del sostegno al narcotraffico da parte delle Guardie Rivoluzionarie iraniane. Tale narcotraffico rappresenta una delle vie attraverso cui Teheran finanzia il terrorismo internazionale;
  • La fine dell’ingerenza del regime iraniano negli affari interni dei Paesi Arabi. Una ingerenza pericolosissima, che rischia di scatenare una nuova guerra in Medioriente

I punti rimarcati, non rappresentano che una minima percentuale delle questioni che andrebbero affrontate con Zarif. Nonostante tutto, si tratta delle questioni principali e senza un cambiamento netto nell’atteggiamento del regime khomeinista, certamente non sarà possibile costruire alcun futuro roseo e stabile nei rappporti tra l’Occidente e l’Iran.

 

 

(26 giugno 2017)

 





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