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Ragazzi di Tehran, il medico Ahmad Reza Djalali in cella d’isolamento non può chiamare la famiglia

di Ragazzi di Tehran, twitter@RagazzidiTehran

 

 

 

 

Ahmad Reza Djalali, il ricercatore medico iraniano arrestato nel maggio del 2016, è stato trasferito dal braccio 209 del carcere di Evin a quello 240. Il trasferimento è avvenuto senza dare alcuna informazione preliminare alla famiglia. Secondo quanto riporta la HRANA, agenzia iraniana specializzata in diritti umani, la decisione delle autorità carcerarie di trasferire Ahmad Reza è direttamente ricollegata allo sciopero della fame – Ahmad Reza ha perso oltre 25 kg – che il ricercatore ha iniziato nel febbraio del 2017, dopo la decisione del giudice Salavati di rigettare gli avvocati scelti dal prigioniero politico.

Il braccio 240 del carcere di Evin è usato dalle guardie per punire i detenuti considerati “ribelli” e quindi da isolare. Parlando al telefono, la moglie di Ahmad Reza Djalali, Vida Mehran Nia, ha denunciato che da almeno tre settimane suo marito non ha diritto a fare telefonate all’estero e da una settimana non ha neanche alcun contatto con la famiglia rimasta in Iran.

Ricordiamo che il caso Ahmad Reza Djalali riguarda soprattutto l’Italia: Ahmad Reza, infatti, sino al 2015 è stato un ricercatore medico presso l’Università del Piemonte Orientale, prima di trasferirsi in Svezia. Il suo arresto è avvenuto mentre si trovava in Iran per una conferenza accademica sulla medicina di emergenza durante i disastri, campo in cui Ahmad Reza è specializzato. Proprio dall’Italia, infatti, è partita la campagna per la sua liberazione.

Nonostante le preoccupazioni espressa dalla Farnesina, poco e nulla è stato fatto sinora per la liberazione di Ahmad Reza Djalali. Al contrario, la Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, pur premettendo di aver sollevato il caso, si è recata a Teheran per un Forum sull’Innovazione tra Italia e Iran. Con lei c’era una delegazione di 150 persone del mondo accademico. Riteniamo questa passività del Governo italiano inaccettabile e torniamo a chiedere che le relazioni accademiche con Teheran, siano condizionate anche al rilascio di Ahmad Reza Djalali.

 

Link:

https://www.en-hrana.org/ahmad-reza-jalali-transferred-ward-240-evin-prison

https://nopasdaran2.wordpress.com/2017/04/26/mentre-la-fedeli-visitava-liran-teheran-aumentava-la-repressione-contro-ahmadreza-djalali/

 

 

(19 giugno 2017)





 

 

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