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Dopo le Primarie quale PD? Intervista multipla a Anna Rita Leonardi (PD), Flavia Fratello (giornalista), Lorenza Morello (giurista)

di Giovanna Di Rosa

 

 

 

 

Archiviate le primarie del 30 aprile, in attesa che qualcuno-qualcosa trovi una nuova scusa per tentare di fare spezzatino del PD in nome delle proprie convinzioni personali e del doversi sentire “di sinistra”, quindi “buono ed utile” in qualche modo, pensare che lo si può essere “utile” in qualsiasi luogo è troppo complicato per gli egopatici che ci governano, abbiamo interpellato tre “amiche” di Gaiaitalia.com, professioniste di tutto rispetto nei rispettivi campi, per porre loro alcune domande, alla luce dei risultati delle primarie, sul futuro del maggiore partito italiano e su quali potrebbero essere le strade che il PD seguirà dopo la conferma della segreteria Renzi che è insieme un mandato del “popolo del PD” ed una risposta chiarissima agli scissionisti e a coloro che hanno remato per il “No” al referendum del 4 dicembre.

Anna Rita Leonardi, esponente PD insieme a Flavia Fratello, nota giornalista televisiva de La7 ed alla giurista Lorenza Morello, che scrive anche sulle nostre pagine, hanno risposto alle nostre domande offrendo differenti punti di vista, in un’intervista articolata e piena di sfumature. Le ringraziamo e vi invitiamo alla lettura.

 

L’esponente PD Anna Rita Leonardi

Finito l’agone delle Primarie PD, cosa vi aspettate dalla nuova segreteria Renzi?
Anna Rita Leonardi: Matteo Renzi nel suo discorso conclusivo è stato chiaro: questo è un nuovo inizio. Ma a differenza della prima esperienza abbiamo la fortuna di poter imparare dagli errori passati. Dalla nuova segreteria mi aspetto più ricambio generazionale, molta meritocrazia e competenza e un lavoro costante per genere unita la base alle decisioni nazionali.

Flavia Fratello: L’esito delle primarie ha reso ancor più evidente la trasformazione del Pd da amalgama non particolarmente riuscito fra quella che era la cultura del PCI e della Dc, a quello che va sempre più configurandosi come il Partito di Renzi. Il che tutto sommato non è un male dal punto di vista dell’offerta politica e della chiarezza.
Gli elettori che hanno “riscelto” Renzi infatti non hanno l’ossessione di quella che potremmo definire la purezza della sinistra, e mostrano anzi una certa insofferenza per la continua misurazione del tasso di gauche del partito. Il che ovviamente non significa che non si sentano orientati verso l’area socialista, ma ad essa antepongono l’attivismo e la voglia di riforme mostrata almeno a parole se non con alcuni fatti dal loro leader.
Certo resta il nodo dei due contendenti, Orlando ed Emiliano. Dal loro rapporto con il nuovo segretario, da quanto alcune istanze verranno o meno recepite si capirà se Renzi vorrà fare il passo definitivo verso la personalizzazione del partito o se invece preferirà muoversi ancora in un solco più tradizionale.

Lorenza Morello: Qualcuno disse che le aspettative avvelenano la vita. Sicuramente, però, sarebbe interessante assistere al tanto anelato rinnovamento e allo svecchimaento non solo di classe politica, ma anche di pensiero.

 

E’ un buon segno che Orlando contesti le percentuali di voti ed Emiliano dichiari “rimango nel PD per fare la guerra”?
Leonardi: È stata una sfida interessante e vera. Credo che il loro contributo debba continuare ad essere finalizzato al bene del partito ed all’unità. Abbiamo già avuto chi voleva distruggerlo dall’interno, ora basta.

La giornalista de La7 Flavia Fratello

Fratello: Certo resta il nodo dei due contendenti, Orlando ed Emiliano. Dal loro rapporto con il nuovo segretario, da quanto alcune istanze verranno o meno recepite si capirà se Renzi vorrà fare il passo definitivo verso la personalizzazione del partito o se invece preferirà muoversi ancora in un solco più tradizionale. Come dicevamo, dal rapporto che Orlando ed Emiliano avranno con il nuovo segretario e viceversa si capiranno molte cose. Innazitutto però è bene sgombrare il campo da valutazioni di tipo moralistico od etico. Anche perché dipende da quale punto di vista intendiamo “un buon segno”. Se pensiamo che Renzi debba dare un’ulteriore sterzata verso un partito personale o se invece riteniamo che comunque il PD debba provare a contenere più anime possibili. In ogni caso un tasso di litigiosità troppo elevata, come abbiamo già visto non può portare che a malumori, incomprensioni, scissioni.

Morello: Senza dubbio il confronto di idee e di opinioni è spesso foriero di ricchezza in quanto garantisce  (o quantomeno dovrebbe garantire) democrazia e pluralismo. Purtroppo però troppo spesso la sinistra si contraddistingue per dovere combattere lotte interne che si dimostrano più accese e cruenti di quelle che già non debba combattere con le altre forze politiche. Per questo, forse, in Italia non ha mai realmente governato.

 

Disoccupazione al 12%, giovani che non trovano lavoro e le sirene del M5S e di Luigi Di Maio, che dire? O meglio che fare?
Leonardi: Uno degli errori che da sempre contesto al mio partito è quello di aver parlato male ai giovani. La nostra generazione ha fame di lavoro, di opportunità, di sogni, ma anche di rappresentanza politica. Ecco, il PD deve capire che bisogna essere attivamente parte di questo mondo, in maniera reale e non scenografica, per far sì che le nuove generazioni costruiscano il futuro del centrosinistra e del Paese.

Fratello: La questione occupazionale è LA questione fondamentale per questo paese. Che avrebbe altre mille e emergenze, da quella relativa all’intero comparto della giustizia a come governare e sottolineo governare l’immigrazione in tutti i suoi aspetti, senza affrontare di volta in volta il problema come fosse un’emergenza, alla burocrazia che soffoca e rallenta ogni tentativo di impresa. Ma è evidente che se non si risolve il problema della mancanza di lavoro non si potrà ripartire. La mia impressione tuttavia è che non si possa pensare di affrontare questo tema ignorando gli altri. Non si tratta di “tirare un filo” pensando che tutto il resto venga a cascata, ma di “tessere una nuova tela”. All’interno della quale affrontare anche il tema della disoccupazione giovanile. Che di cause ne ha molteplici, dalla scarsa preparazione, alla scarsa disponibilità di posti, all’eccesso di precarietà, alla mancanza di una programmazione efficace. Senza contare l’aspetto innovativo che sta trasformando radicalmente il lavoro stesso e che se non verrà affrontato porterà i giovani ad essere sempre più spiazzati. Insomma, se è vero che fra 20 anni la metà dei lavori che conosciamo non ci sarà più, e verrà soppiantata da nuove occupazioni, occorre attrezzarsi per tempo.

La giurista Lorenza Morello in una delle sue frequenti apparizioni televisive

Morello: L’Italia è un Paese caratterizzato da una classe imprenditoriale capace, con caratteristiche d’eccellenza che il resto del mondo ci invidia. Personalmente, per il lavoro che svolgo, ho la fortuna di girare continuamente e conoscere e visitare stabilimenti che sono l’espressione di quanto una mente capace possa tradurre le proprie idee in prodotti che creano occupazione, ricchezza e indotto. Tutto ciò, come non sono mai paga di ripetere, al netto di uno Stato che non ha mai avuto una reale politica industriale. E questo lo dimostrano le tasse sperequate che gravano sul mondo del lavoro, l’eterna lotta sindacale ormai anacronistica (i discorsi del 1maggio ne sono l’emblema), e mille altri aspetti che meriterebbero un approfondimento a sé.
Finché la nostra politica sarà scollata dall’idea che essa stessa deve essere capace di produrre benessere sociale, e che se così non è va messa alla berlina ed emarginata (per chi ama la cinematografia, vedasi la condanna di Bergman ne “Il posto delle fragole”) questo Paese non potrà mai progredire. E questo a prescindere da chi sarà al governo.

 

Ritenete che si andrà a votare in autunno?
Leonardi: Non lo sappiamo. Ma in qualsiasi momento, noi saremo pronti a dare al Paese una guida solida, autorevole e che guardi al futuro.

Fratello: E’ possibile ma al momento ancora non molto probabile. Si capirà tuttavia abbastanza presto, osservando ciò che accade intorno alla legge elettorale. Non mi aspetto una vera riforma, ma qualche aggiustamento è indispensabile. Se ciò avverrà, si, il voto sarà decisamente più vicino.

Morello: Personalmente, più che continuare a domandarci quando si andrà a votare, preferirei che i nostri governanti, finché sono in carica, si occupassero di governare. Viviamo invece in un Paese che è in costante campagna elettorale, ripiegato su se stesso e immobile.

 

Quali sono le politiche che il PD dovrebbe affrontare e che non ha affrontato nel passato?
Leonardi: Più attenzione alle fasce deboli, ai disoccupati ed ai giovani. Il Pd si è già mosso in tal senso, ma bisogna fare di più proseguendo sulla scia positiva tracciata.

Fratello: Credo che sulla questione immigrazione non si sia espresso abbastanza. E parlo di tutta la filiera: dall’accoglienza ai migranti, alla cittadinanza, alla questione ancora non certo risolta del reato di clandestinità, al diritto di voto.

Morello: Come detto poc’anzi, bisogna ripartire dal lavoro. Lavoro, educazione, infrastrutture e sanità sono i 4 capisaldi. Con il piano industria 4.0 qualcosa si era iniziato a fare, ma non basta.

 

Come si contrasta, realmente, il populismo di cui tutti vogliono liberarsi, ma che si fomenta con politiche a volte troppo superficiali?
Leonardi: Il populismo si combatte con la politica per il popolo. Quando qualcuno sfrutta il malessere degli altri per soffiare sul fuoco dell’odio e dell’antipolitica (come fanno quelli del M5S o della Lega Nord) si crea una società in cui a vincere è la guerra tra poveri. Noi pensiamo che la politica sia conoscere i problemi e risolverli, o provare a farlo.
Continueremo ad essere questo.

Fratello: Credo che la risposta stia nella domanda. Se la politica non fa il suo dovere da inevitabilmente la stura ai populismi.

Morello: Con l’educazione. Un tempo, nelle scuole primarie, si insegnava educazione civica. Ora non mi risulta che la materia sia più nei programmi della nostra bistrattata scuola. Bisogna crescere cittadini consapevoli fin da piccoli. Le tirannie hanno terreni fertili nell’ignoranza e nel populismo.

 

PD da solo, coalizione di centro sinistra o cos’altro?
Leonardi: Il Pd ha un progetto chiaro per il Paese. E mi dispiace che, ancora oggi, qualcuno dall’esterno voglia appropriarsi della bandiera “di sinistra” togliendola al Pd: il PD è di sinistra, lo ha dimostrato in tutte le cose fatte fino ad ora. Al governo ci si andrà con chi avrà a cuore l’Italia e si ritroverà nel nostro progetto.

Fratello: Da solo non mi sembra abbia alcuna possibilità. Qualunque sia la forma che si darà credo debba realmente pensare ad alleanze, certo più complicate se la personalizzazione sarà spinta fino all’eccesso.

Morello: Coalizione di buon senso, e con dignità per non sbeffeggiare gli elettori.

 

La nuova segreteria Renzi su quali punti essenziali ritenete dovrà concentrarsi?
Leonardi: La segreteria dovrà avere il compito di creare un legame tra partito nazionale e partito sui territori. Perché il limite passato è stato questo: essere poco collegati, poco presenti tra la gente e tra i nostri iscritti e militanti. Senza il loro contributo il partito perde la sua natura.

Fratello: Agli elettori renziani la maggior parte delle riforme poi bocciate in parte dal referendum del 4 dicembre scorso, in realtà piacevano. O comunque, anche non corrispondendo esattamente ai loro ideali, si avvicinavano molto all’immagine di rinnovamento e attivismo che Renzi era stato in grado di disegnare. Credo quindi che debba insistere su quella strada, intervenendo tuttavia il più possibile sul fronte burocratico e della semplificazione.

Morello: Non prendendo ne’ avendo mai preso parte alle segreterie di alcun partito, non mi permetto di insegnare agli altri cosa fare a casa propria.

 

E’ davvero così certo che il Jobs Act sia la cosa più di sinistra che il PD ha fatto negli scorsi anni?
Leonardi: Penso sia una delle cose di sinistra fatte, assieme alle unioni civili, al dopo di noi, alla legge contro il caporalato, alla lotta all’ evasione fiscale.

Fratello: Quello era evidentemente uno slogan, anche perché come detto prima tutto sommato l’elettore renziano tipo non ha l’ossessione della sinistra.

Morello: “Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra?” avrebbe risposto Gaber.

 

Come vedete l’Italia nel 2018?
Leonardi: Come un Paese che si avvia ad entrare in un periodo storico complesso, e quindi è un Paese che necessita di una guida politica forte, autorevole e di livello europeo ed internazionale.

Fratello: Se non ci sarà,come temo, una seria riforma elettorale, vedo il nostro paese in preda ad una confusione non certo benefica, che non farà altro che sollevare dalle proprie responsabilità l’intera classe politica. Se al mito (perché in parte lo è) della governabilità si risponde con il mito della rappresentanza non si fa un buon servizio al paese.

Morello: Purtroppo non troppo dissimile agli anni appena trascorsi. Con un PIL che arranca attorno a uno “zerovirgola” e tante parole attorno a questa virgola.

 

Perché ad ogni agone elettorale interno od esterno al PD qualche esponente ritira in ballo i diritti LGBT ben sapendo che, soprattutto ora, i numeri per approvare il matrimonio egualitario, ad esempio, non ci sono?
Leonardi: Ci sono tematiche sulle quali si discute costantemente, ed è giusto che lo si faccia anche al di là dei “numeri”.

Fratello: I numeri ci sarebbero. Se M5S e PD si mettessero insieme (su questo punto ovviamente) ci sarebbero. Ma riparlarne potrebbe essere un modo per tenere comunque alta la tensione su un tema che non si vuol far pensare abbandonato. Oppure lo si usa in maniera del tutto strumentale, ma al momento non mi sembra questa l’ipotesi più vera.

Morello: Perché la comunità LGBT muove un sacco di voti. Nulla di più.

 

Il PD non prende un po’ sottogamba una reale difesa dei Diritti Umani di tutti, laddove diritto vuol dire anche lavoro?
Leonardi: Assolutamente no. Il Pd ad oggi è forse uno dei pochi partiti politici che si occupa, costantemente, della difesa dei diritti umani. È tra i nostri valori fondamentali, così come lo è il lavoro. Ecco perché siamo contrari a quella politica che promuove misure di assistenzialismo irrealizzabili, e ribadiamo con forza che solo creando lavoro ed opportunità di crescita si riconoscono dignità e libertà ai cittadini.

Fratello: Il tema dei diritti civili è per ciò che mi riguarda determinante. Credo che il Pd lo abbia affrontato in parte, ma abbia ancora molta strada davanti a se. Il che non toglie tuttavia che si sia dimostrato al momento il partito che più di altri (pur con tutti i compromessi e gli aggiustamenti del caso) si sia attivato in tal senso.

Morello: Purtroppo questi diritti, come già detto nelle domande cui ho sin qui risposto e di cui Vi ringrazio, sono sempre stati (da tutti, sindacati compresi) troppo strumentalizzati e per questo molto decantati ma assai poco tutelati.

 



(3 maggio 2017)

 

 

 

 

 

 

 

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