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Ragazzi di Tehran, con la scusa dell'”autodeterminazione dei popoli” il M5S si allinea a Khamenei

L’esponente del M5S, Manlio Di Stefano

 

di Ragazzi di Tehran  twitter@RagazzidiTehran

 

 

 

 

La chiamano “autodeterminazione dei popoli”. Si tratta di un concetto che si potrebbe far risalire all’ex Presidente americano Wilson e ai suoi 14 punti pubblicati alla fine della Prima Guerra Mondiale. Un bel principio, attualmente quasi totalmente privo di contenuto.

A dimostrarlo è proprio il M5S. Recentemente, a firma del deputato Manlio di Stefano – Ministro degli Esteri in pectore [sic] di un possibile Governo Cinque Stelle – è stato pubblicato sul blog di grillo il cosiddetto “Programma Esteri” dei pentastellati.

Tra i dieci punti, insieme a una folle strategia mediorientale che isolerebbe totalmente l’Italia nel Mediterraneo, si parla anche di nuove alleanze con realtà quali i BRICS – praticamente già morti – e gli stati che compongono la cosiddetta ALBA, ovvero l’alleanza bolivariana.

Il Paese leader nell’alleanza ALBA, come noto, è il Venezuela. Un Paese in cui, proprio in queste ore, il Presidente ha deciso di cancellare totalmente il potere del Parlamento – in mano alle opposizioni – grazie al sostegno di un Tribunale Supremo nominato dal regime. Un Paese che, ormai da mesi, sta concedendo passaporti venezuelani ai peggiori terroristi di Hezbollah e dell’Iran, grazie alla nomina di Tareck al Aissami a Vice Presidente. Un personaggio classificato come narcotrafficante dall’intelligence americana: narcotraffico compiuto proprio in accordo con Siria, Iran e Hezbollah.

Appena qualche settimana fa, va ricordato, una delegazione dei Cinque Stelle si era recata proprio in Venezuela. Qui, inizialmente, non erano previsti incontri con le opposizioni. La delegazione pentastellata, doveva partecipare alle celebrazioni in onore dello scomparso Hugo Chavez, ovvero dell’ideologo della rivoluzione bolivariana, o meglio dell’uomo che con la scusa del socialismo ha distrutto l’economia del Paese. Oggi, pur essendo ricchissimo di risorse energetiche, il Venezuela è diventato un importatore netto di greggio, con file chilometriche alle pompe di benzina.

Alla fine, dopo le polemiche, i cinque stelle hanno avuto un breve incontro con Julio Borges, Presidente del Parlamento venezuelano, oggi sciolto con un vero e proprio golpe. In quell’occasione, Di Stefano e Co., hanno fatto orecchie da mercante. Hanno ascoltato, ma precisando che non poter prendere una posizione, in rispetto alla sovranità del Venezuela.

Peccato che, proprio in nome della sovranità dei popoli, Manlio di Stefano e tutti i cinque stelle, avrebbe dovuto prendere una posizione netta verso le opposizioni, vincitrici delle recenti elezioni parlamentari venezuelane. Al contrario, ad inizio del 2017, i pentastellati avevano già presentato in Parlamento una mozione in favore del regime di Maduro, giustificando la proclamazione dello «stato di eccezione ed emergenza economica», al fine di “attribuire al Governo poteri straordinariamente estesi, nel tentativo di affrontare la crisi economica e la destabilizzazione, anche internazionale, verso il Paese latino americano”.




Una risoluzione che ricalcava pienamente quelle presentate in precedenza a favore del regime di Bashar al Assad vittima, secondo personaggi come Di Stefano, di un complotto internazionale in nome del gas (tesi già ampiamente smentita da esperti internazionali). Anche in questo caso, davanti alle prove del ruolo di Assad non solo negli abusi dei diritti umani e negli attacchi chimici, ma anche nel business con i terroristi di Isis, i Cinque Stelle non hanno avuto nulla da dire.

Il perché è semplice: al M5St non interessa nulla dei diritti umani, della democrazia e dei popoli. Al contrario, ai Cinque Stelle – in particolare ad un ignorante sul tema esteri come Di Stefano – interessa solo promuovere una concezione di politica estera in linea con l’unica ragione dell’esistenza dello stesso movimento: la tesi del complotto.

A tal proposito, Di Stefano coltiva – con un gergo forse più ricercato rispetto ai peggiori estremisti – un approccio simile a quello del regime iraniano e della Guida Suprema Ali Khamenei e, guarda caso, anche per il M5S, cosi come per l’Iran, la “Palestina” è diventata un mantra su cui coltivare il peggior odio verso i “Grandi e Piccoli Satana”, da sfruttare per giustificare le proprie incompetenze…

 

Link:

 

http://www.equalityitalia.it/blog-post/manlio-di-stefano-il-programmaesteri-dellm5s-italia-destinata-allisolamento-nel-mediterraneo

http://www.businessinsider.com/new-venezuela-vice-president-has-ties-to-iran-hezbollah-2017-1?IR=T

http://formiche.net/2017/03/08/movimento-5-stelle-venezuela/

 

 

 

(31 marzo 2017)

 

 

 

 

 

 

©gaiaitalia.com 2017 – diritti riservati, riproduzione vietata

 



 

 

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