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Ragazzi di Tehran: armi all’Isis e Pasdaran. Meglio non fare affari con l’Iran

di Ragazzi di Tehran  twitter@RagazzidiTehran

 

 

 

 

 

Quattro arresti tra Napoli, Salerno, Roma e l’Aquila, in una storia di traffico di armi tra Italia, Iran e Libia.Una storia che vede coinvolte tre persone di una stessa famiglia, convertite all’Islam sciita e in rapporti diretti con alti funzionari del regime iraniano. Tra gli arrestati Anna Maria Fontana, suo marito Mario Fontana (noto da convertito con il nome di Jafaar) e il loro figlio.

 

La Signora Fontana – detta la Dama Nera – era stata attiva in politica negli anni ’90, nelle file del Partito Socialista Italiano. Nel suo recente passato, una spy story che la vede collegata all’ex Senatore De Gregorio e all’ex membro dei servizi segreti italiani Pollari. Con loro, per mezzo della Fondazione Italiani nel Mondo – in realtà una copertura del Sismi – la Fontana aveva delle entrature in Iran che le permisero anche di incontrare direttamente l’ex Presidente Ahmadinejad. Addirittura, secondo quanto scrive l’ex Senatore italiano De Gregorio nel suo libro “l’emissario Annamaria Fontana naviga fra Ayatollah e guardiani della rivoluzione come un maschio barbuto. Amica dei leader delle fazioni più integraliste del paese islamico, è considerata dalla Cia un infiltrato del Mois, il servizio segreto iraniano che conterebbe, secondo stime degli Usa, su almeno trentamila agenti sparsi per il mondo”.

 

Per aggirare le sanzioni, Teheran si rivolgeva a questi personaggi che, a loro volta paradossalmente, vendevano anche armamenti in Libia ai jihadisti dell’Isis. Paradossale forse non troppo, considerando che ben noto che il regime iraniano intrattiene relazioni con la galassia del jihadismo sunnita, soprattutto legato ad al Qaeda.

 

In manette è finito anche Andrea Pardi, della Società Italiana Elicotteri con sede a Roma. Pardi, uomo chiave di questo traffico di armamenti, permetteva a Teheran di acquistare eliambulanze, che i Pasdaran iraniani poi convertivano in veri e propri elicotteri da guerra (materiale dual-use).

 

Va rilevato che la prima fase dell’indagine, avviata nel 2011, è partita grazie ad un’inchiesta legata ad un clan camorristico del casalese. Da questa inchiesta, quindi, gli investigatori sono risaliti ad un appartenente alla “mala del Brenta”, con dei precedenti nel traffico di armi.

 

Gli arresti avvenuti in queste ore, dimostrano quanto sia pericoloso fare affari con il regime iraniano. Solamente in questa vicenda, ad esempio, sono coinvolti imprenditori senza scrupoli corrotti, italiani convertiti e radicalizzati dall’Iran e gruppi della criminalità organizzata. Tra le altre cose, va sottolineato che la vicenda riguarda indagini che partono dal 2011, ma arrivano sino al 2015, ovvero coinvolgono pienamente l’Iran del cosiddetto moderato Hassan Rouhani…

 

 

Link:

 

http://www.repubblica.it/cronaca/2017/01/31/news/armi_a_iran_e_libia_quattro_arresti_in_manette_coppia_italiana_radicalizzata-157255379/?ref=HREC1-1

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/17_gennaio_31/fermata-traffico-armi-all-isis-ex-assessore-san-giorgio-cremano-7762cf22-e7a0-11e6-9670-1e802057125d.shtml

 

 

(31 gennaio 2017)

 




 

 

 

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