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Ragazzi di Tehran: E adesso chi glielo dice a quelli della Fiera di Roma che il business con l’Iran è tutto “fuffa”…?

Iran Flag Blooddi Ragazzi di Tehran  twitter@RagazzidiTehran

 

 

 

 

 

 

Ecco perché non ha senso investire in Iran.

 

Si apre in queste ore (21 novembre, ndr) la Fiera di Roma dedicata, vergognosamente, al regime iraniano. Una fiera che ha lo scopo di promuovere il business tra l’Italia e l’Iran e che, per raggiungere questo fine, ha deciso di tralasciare completamente la realtà dei fatti, non solo omettendo la situazione all’interno della Repubblica Islamica, ma anche il rischio d’investimento in quel Paese.

Iniziamo dalla prima parte: l’Iran è un Paese tutt’altro che stabile. Al contrario, come riportano numerose organizzazioni internazionali, si distingue per l’altissimo livello di corruzione interna e per la pratica costante di riciclaggio di denaro, al fine di finanziare il terrorismo internazionale. Una pratica denunciata dalla FATF, massimo organismo internazionale nel settore. Da aggiungere che, per quanto concerne il terrorismo, il Dipartimento di Stato americano considera proprio l’Iran il “primo sponsor del terrorismo internazionale”.

Peggio: da quando il regime iraniano ha riavviato i contatti con il mondo esterno, è iniziata una drammatica guerra tra fazioni che, purtroppo, non risparmia nessuno. Non risparmia attivisti per i diritti umani e non risparmia coloro che intendono fare da ponte per riavviare il business con Teheran. Si tratta soprattutto di cittadini iraniani con doppia cittadinanza. In teoria un punto di merito per muoversi liberamente, in pratica il regime iraniano – o meglio i potenti Pasdaran – li vedono come possibili agenti esterni e come nemici dei loro interessi economici. Per questo, da mesi ormai, le forze di sicurezza iraniane continuano a sbattere in carcere molti iraniani con doppia cittadinanza.

Aggiungiamo, per quanto riguarda i Pasdaran, che le Guardie Rivoluzionarie sono presenti in ogni settore economico del Paese. Secondo gli analisti, i Pasdaran controllano ben il 50% dell’economia iraniana “visibile”, più tutto il sommerso (compreso il traffico di droga). Per questo, gli imprenditori che intendono avviare un business con Teheran, devono tenere conto del rischio di pestare i piedi ai paramilitari khomeinisti, con tutto quello che ciò comporta. Stessa cosa dicasi per le fondazioni religiose, ovvero per gli interessi economici che fanno capo alla Guida Suprema Ali Khamenei.

Infine, chiunque pensi di investire in Iran, deve dare uno sguardo alla situazione internazionale. Il neo Presidente Trump, forse non potrà smantellare l’intero impianto dell’accordo nucleare, ma certamente potrà renderlo nullo in Occidente.

 

Il neo direttore della CIA Mike Pompeo, da parte sua, è noto per le posizioni contrarie all’accordo, cosi come il Generale Michael Flynn, nominato a capo della Sicurezza Nazionale. Per entrambi, non solo l’Iran Deal è stato uno sbaglio, ma nell’anno in cui è stato applicato, ha messo a repentaglio gli interessi americani nel mondo.

Come ha twittato Mike Pompeo poco prima di ricevere la nomina a capo della CIA, cancellare l’Iran Deal sarà assai semplice: basterà ricordare al  mondo che Teheran ha violato numerose volte l’accordo, non rispettando i termini sottoscritti a Vienna nel luglio del 2015. Particolarmente, l’Iran ha violato i patti testando missili balistici capaci di trasportare ogive nucleari.

 

 

A fronte di queste debolezze, si spiegano le parole del Direttore della Fiera di Roma, Pietro Piccinetti. Piccinetti è consapevole che, tutto quanto preparato in questi mesi dalla Fiera (tra le altre cose, in piena crisi finanziaria), oggi è poco più che “fuffa”. Nessuno con un minimo di senno metterebbe veramente la sua impresa in pericolo, avviando affari con un Paese fondamentalista, finanziatore del terrorismo internazionale e soprattutto prossimo a scontrarsi nuovamente con la sola potenza reale della Comunità Internazionale (gli USA). A Piccinetti andrebbe anche ricordato che l’Iran non combatte affatto Isis, ma sfrutta Isis per i suoi fini di espansione imperialista in Medioriente.

 

Ecco cosa succede ai businessman che, invece di perseguire scelte di valori, sostengono l’idea di fare affari con chi meriterebbe solamente di rimanere ai margini della Comunità Internazionale!

 

Fonti

Dati Transparency Agency sulla corruzione altissima in Iran: http://www.transparency.org/country#IRN

Dati FATF – Financial Action Task Force – sul riciclaggio di denaro in Iran: http://www.fatf-gafi.org/countries/#Iran

Dati Dipartimento di Stato su Iran Primo Sponsor del Terrorismo Internazionale https://www.state.gov/j/ct/rls/crt/2015/257520.htm

Sulla provvidenziale funzione geopolitica dell’Isis per l’Iran: https://nopasdaran2.wordpress.com/2015/11/26/geopolitica-iran-funzione-provvidenziale-califfato-isis/

Intervista Piccinetti: http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/rubriche/politica/2016/11/18/iran-in-fiera-a-roma-piccinettitrump-non-puo-tenerlo-fuori_d435db3c-785a-4e00-aa4e-05132f7cd718.html?idPhoto=1

Sugli interessi economici dei Pasdaran: http://www.rand.org/content/dam/rand/pubs/monographs/2008/RAND_MG821.pdf

 

 

 

 

(21 novembre 2016)

 

 

 

 

 

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