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Renzi dimostri la sua contrarietà al voto Unesco su Gerusalemme fermando l’appeasement con l’Iran

ali-khamenei-00di Ragazzi di Tehran  twitter@RagazzidiTehran

 

 

 

La settimana scorsa è stata contraddistinta dalle proteste di Israele – e del mondo ebraico – per la mozione Unesco relativa a Gerusalemme. La mozione, lo ricordiamo, pur riconoscendo che Gerusalemme è la capitale spirituale delle tre fedi monoteiste, non menzionava in alcun modo i luoghi santi dell’ebraismo, negando, di fatto (e clamorosamente), il valore della Città Santa per il popolo ebraico.

 

L’Italia, come noto, ha deciso di astenersi durante il voto relativo a quella mozione, provocando la rabbia degli ebrei italiani, in particolare della Comunità romana, erede di quegli ebrei che furono resi schiavi dall’Imperatore Tito e deportati a Roma.

 

Alle proteste, il Premier Renzi ha reagito – tardivamente – affermando che il voto italiano in sede Unesco è stato un errore, derivato da un automatismo. Inusualmente, e di questo va dato merito a Renzi, il Primo Ministro ha aggiunto che su questioni simili, l’Italia cambierà il suo atteggiamento, convocando direttamente lo stesso Ministro degli Esteri Gentiloni.

 

Esiste un modo estremamente significativo e molto semplice, per dimostrare davvero che l’Italia ha cambiato il suo atteggiamento rispetto a coloro che promuovono la delegittimazione di Israele e della storia ebraica: mettere delle chiare precondizioni nelle relazioni con il regime iraniano!

 

L’Iran, infatti, non è solo il Paese che ha sostenuto quella bieca mozione Unesco, ma è il regime che – per antonomasia – ha fatto dell’antisemitismo, del rifiuto al riconoscimento del diritto all’esistenza di Israele e del negazionismo, una bandiera di vita (Khamenei ha definito Israele “un cancro”). Tra le altre cose, senza subire neanche una condanna internazionale, Khamenei ha pubblicato anche nove motivi per cui “Israele deve essere eliminato dalle mappe”.

 

Non solo, come detto, Teheran ha come obiettivo dichiarato la sparizione di Israele dalle mappe, ma promuove anche campagne politiche dirette a mettere in dubbio la veridicità dell’Olocausto (notissima è la competizione sulle vignette anti-Shoa). E che non si dica che quella del regime iraniano è “solo propaganda”: il primo negazionista in Iran è la Guida Suprema Ali Khamenei, colui che usa addirittura il suo canale Twitter per dichiarare che “il regime sionista sparirà dalle mappe entro 25 anni” e pubblicando video esplicitamente negazionisti. In pratica, se Khamenei fosse stato un cittadino italiano, sarebbe stato già condannato al carcere in base alla Legge Mancino, per la sua quotidiana istigazione all’odio razziale, etnico e religioso.

 

Purtroppo, invece di punire Khamenei e l’Iran per questa posizione antisemita, l’Italia del Premier Renzi sta spianando la strada a Teheran per ritornare ad essere ammesso – senza precondizioni – all’interno della Comunità Internazionale.

 

Ecco allora, per il Segretario del PD, un’ottima occasione per dimostrare nei fatti quanto da lui promesso: inserire tra le precondizioni per una normalizzazione dei rapporti diplomatici con la Repubblica Islamica, la pretesa di un cambiamento della sua politica di Teheran verso Israele e il mondo ebraico. Se questo non avvenisse, purtroppo, ci troveremmo (come spesso capita) davanti alla solita propaganda…

 

 

Link:

http://mackenzieinstitute.com/irans-anti-semitism/

https://nopasdaran2.wordpress.com/2016/01/27/rouhani-litalia-e-la-dignita-scomparsa-della-memoria/

http://www.corriere.it/esteri/09_marzo_04/iran_khamenei_israele_9df3deb2-0890-11de-af33-00144f02aabc.shtml

 

 

 

 

 

(26 ottobre 2016)

 

 

 

 

 

©gaiaitalia.com 2016 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

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