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Ragazzi di Tehran: ecco come l’Iran favorisce la pirateria del mare

iran-fregata-italianadi Ragazzi di Tehran   twitter@ragazziditehran

 

 

 

Dalle parole ai fatti: solamente qualche settimana fa, riportavamo la notizia di una delegazione militare italiana – composta da cinque ufficiali – arrivata a sorpresa in Iran per approfondire le relazioni tra Roma e Teheran nel campo della difesa.

 

Allora, riportammo l’invito reciproco delle due marine militari, ad attraccare l’una nei porti dell’altra. A distanza di quindici anni dall’ultima volta, questo fine settimana una fregata italiana è arrivata nel porto iraniano di Bandar Abbas. Si tratta della fregata Euro, parte di una missione anti-pirateria della UE. Secondo la stampa iraniana, la nave italiana resterà a Bandar Abbas per tre giorni, e questo passaggio sarà il preludio per il prossimo arrivo di cacciatorpediniere iraniane nelle acque territoriali italiane. Tradotto: preludio per l’arrivo di navi da guerra iraniane in acque territoriali italiane, ovvero di un Paese della NATO, ovvero di un Paese geograficamente situato in un mare caldo – ero geopoliticamente centrale per i Paesi asiatici – quale il Mar Mediterraneo.

 

E’ comico vedere come l’Italia abbia scelto una fregata inserita in una missione anti-pirateria, per far visita ad un Paese che è primo promotore della pirateria nei mari. La marina iraniana, infatti, è nota per non rispettare alcuna regola internazionale. Le motorette dei Pasdaran, infatti, costantemente violano le norme aggredendo le navi da guerra americane, allo scopo di creare un incidente ed alzare la tensione regionale e internazionale. Solamente negli ultimi mesi, riporta il Pentagono, i Pasdaran hanno messo in atto “manovre pericolose” nel Golfo Persico.

 

Peggio: i Pasdaran non si fanno scrupoli a sequestrare navi da cargo, al fine di usarle a fini politici. Ricordiamo il caso della Marsk Tigris, battente bandiera delle Isole Marshall, sequestrata dai Pasdaran nell’aprile del 2015 allo scopo di aumentare la tensione con gli Stati Uniti, sia per quanto concerne il conflitto in Yemen che per ottenere maggiore forza nelle trattative concernenti l’accordo nucleare.

 

Capitolo terrorismo: il regime iraniano fa uso frequente delle rotte marittime per trasportare armamenti ai suoi proxy regionali. Basti ricordare il caso della Klos-C, nave da cargo fermata dalla marina israeliana nel Mar Rosso nel 2014, usata dal regime iraniano per trasportare armi al gruppo terrorista palestinese di Hamas.

 

Lo stesso schieramento della marina militare iraniana nel Golfo di Aden, ufficialmente per azione anti-pirateria, è in realtà una strategia di Teheran per arrivare al controllo dello Stretto di Bab al-Mandeb, un vero e proprio avamposto per controllare l’accesso al Mar Rosso e per minacciare l’Arabia Saudita. A tale scopo, come noto, i Pasdaran stanno usando ogni tipo di imbarcazione possibile, per trasportare armamenti al gruppo ribelle degli Houthi in Yemen. C’è poi il caso del Bahrain, ove gli iraniani hanno provato numerose volte ad usare pescherecci per trasportare esplosivi destinati a colpire Manama (per la cronaca a Teheran si pensa che il Bahrain sia solo una provincia iraniana). Tutto questo senza dimenticare il contenzioso iraniano con gli Emirati Arabi Uniti: nel 1971, dopo il ritiro inglese, gli iraniani occuparono le isole di Abu Musa e la Piccola e Grande Isola di Tunb. Nonostante le rivendicazioni territoriali degli Emirati, il regime iraniano non solo non ha lasciato le isole, ma ci ha costruito sopra anche delle basi militari proprio per la marina.

 

Ricordiamo, infine, che il principale operatore portuale iraniano è la Tiderwater Middle East Co., compagnia dei Pasdaran iraniana inserita dagli USA e dalla UE nella lista delle sanzioni internazionali per favoreggiamento alla proliferazione di armi di distruzione di massa.

 

Considerando quanto suddetto, risulta difficile comprendere quale relazione militare possa essere sviluppata con la Repubblica Islamica, senza rischiare di incoraggiare le politiche predatorie e illegali del regime iraniano. Azioni di cui le marine dei Pasdaran e dell’esercito regolare iraniano (Artesh), sono i diretti artefici.

 

Fonti:

http://presstv.com/Detail/2016/09/24/486192/Iran-Italy-navy-frigate-Euro-Bandar-Abbas-Azad

http://www.nytimes.com/2016/08/26/world/middleeast/persian-gulf-us-iran.html?_r=0

http://www.thearabweekly.com/?id=383

https://www.stratfor.com/analysis/iran-naval-deployment-and-houthi-rebellion

http://english.alarabiya.net/en/News/middle-east/2015/09/10/Bahrain-Iran-explosives-enough-to-destroy-capital-.html

https://nopasdaran2.wordpress.com/2012/04/19/presidente-iran-visita-abu-musa-emirati-arabi-uniti/

http://www.hfw.com/Iran-Sanctions-Iranian-ports-operator-designated

http://www.iranwatch.org/iranian-entities/tidewater-middle-east-co

 

 

 

(26 settembre 2016)

 

 

 

 

 

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