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I Ragazzi di Tehran: Larijani compara il sistema giuridico Iraniano a quello Italiano. Ministro Orlando?

iran-mohammad-javad-larijanidi Ragazzi di Tehran  twitter@RagazzidiTehran

 

 

 

Il 12 settembre scorso è giunto in Italia Mohammad Javad Larijani, potente capo del Consiglio per i Diritti Umani dell’Iran. Larijani è arrivato per prendere parte, insieme ad una delegazione di “giuristi” iraniani, per prendere parte ad una nuova sessione di un seminario di comparazione sui diritti umani e sui sistemi giuridici di Italia e Iran. Un progetto iniziato nel novembre del 2014.

 

Durante la sua visita a Roma, terminata il 17 settembre scorso, Larijani ha incontrato il Presidente del Senato Grasso e il Ministro degli Esteri italiano Gentiloni. Qui è accaduto qualcosa che ben dimostra la natura del regime iraniano: per la prima volta in tanto tempo, infatti, Gentiloni ha pubblicamente criticato Teheran per l’uso della pena di morte. Nonostante la critica sia stata inserita anche nel comunicato del Ministero degli Esteri italiano, la stampa iraniana l’ha censurata completamente, cancellandola dal report dell’incontro o, peggio, non menzionando per niente il meeting tra Larijani e Gentiloni.

 

Prima di lasciare l’Italia, Larijani ha fatto una dichiarazione che deve far rabbrividire l’Italia intera. Parlando alla stampa, infatti, Larijani ha dichiarato che “i sistemi giuridici di Iran e Italia hanno molte similitudini”. Aggiungendo, però, che l’Iran rifiuta i sistemi secolari e liberali, in favore della “razionalità islamica”.

 

Sarebbe interessante sapere cosa pensa, a tal proposito, il Ministro della Giustizia italiano Andrea Orlando. Sarebbe interessante sapere se, anche lui, condivide l’idea che Italia e Iran abbiano sistemi giuridici simili. In altre parole, se il sistema giuridico italiano possa essere comparato a quello di un regime che usa ancora la pena di morte e che, senza troppi problemi, la applica non solo a criminali comuni, ma anche a minori, omossessuali e oppositori politici.

 

Ancora: sarebbe interessante sapere se Orlando accetta un paragone tra il sistema giuridico italiano, e quello di un Paese che considera legalmente la vita della donne e la sua testimonianza di fronte ad un giudice, di valore inferiore rispetto a quella di un uomo (esattamente la metà). Un sistema, quello iraniano, che impone alla donna di avere un tutore per ottenere un passaporto o anche solo per poter trovare lavoro.

 

Infine, sarebbe interessante sapere se il Ministro Orlando accetta di vedere l’Italia paragonata giuridicamente ad un regime fondamentalista che, senza ritegno alcuno, impone il velo alle bambine di sette anni e legalizza la pedofilia (in Iran il matrimonio per una bimba è legale dai 13 anni e per un ragazzo dai 15).

 

Più che un civile dialogo sui diritti umani e i sistemi giuridici, sembra che il regime iraniano stia, nuovamente, utilizzando gli spazi di dialogo avviati con l’Occidente per rifarsi il look e presentarsi come un partner rispettabile nel mondo. Una pura mistificazione, buona unicamente per giustificare relazioni politiche e commerciali con un regime sponsor del terrorismo internazionale, repressivo e misogino.

 

Link:

http://www.aryanews.com/NewsFeed/1489575/Irans-human-rights-chief-heads-to-Italy

http://www.nessunotocchicaino.it/news/index.php?iddocumento=20315518

https://nopasdaran2.wordpress.com/2016/09/16/iministro-esteri-gentiloni-critica-luso-della-pena-di-morte-in-iran-la-stampa-di-teheran-lo-censura/

http://www8.irna.ir/en/News/82233798/

http://www.girlsnotbrides.org/child-marriage/iran/ 

 

 

 

 

 

(19 settembre 2016)

 

 

 

 

 

 

©gaiaitalia.com 2016 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 

 

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