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Ragazzi di Tehran: nonostante i Mullah, gli Iraniani continuano a ballare

Iran Derviscidi Ragazzi di Tehran  twitter@RagazzidiTehran

 

 

 

 

 

 

 

Ballare in Iran è illegale. Come noto, prima della Rivoluzione del 1979 l’Iran aveva delle scuole artistiche di balletto all’avanguardia e note in tutto il mondo. Purtroppo, in seguito all’avvento dell’Ayatollah Khomeini, la neonata Repubblica Islamica vietò completamente il ballo, considerandolo peccaminoso.

 

Dopo il 1979, la Compagnia di Balletto Nazionale dell’Iran assistette impotente alla fuga di tutti i suoi ballerini stranieri e alla decisione del regime di bandirla completamente dopo 23 anni di onorata attività. Con la nascita della Velayat-e Faqih, ai ballerini professionisti iraniani restavano solo tre possibilità:

  • cambiare lavoro;
  • lasciare il Paese;
  • restare e continuare a ballare ingannando il regime e rischiando di essere arrestati.

 

Numerosi cambiarono lavoro. Alcuni, lasciato l’Iran, riuscirono a ricreare una compagnia di ballo iraniana all’estero. Questo è il caso del Les Ballett Persian, una compagnia creata in Svezia nel 2002 da Nima Kiann, ex ballerino della Compagnia di Balletto Nazionale dell’Iran, ormai da anni esule in Europa. Chi non poteva lasciare l’Iran, come suddetto, è rimasto e ha creato delle vere e proprie scuole di ballo illegali.

 

Le scuole di ballo illegali vivono nel cosiddetto “Iran underground”, quell’Iran in cui ancora sopravvivono alcune delle libertà civili – nonostante la dittatura dello Shah – di cui godeva il popolo iraniano prima della Rivoluzione islamista. L’”Iran underground” vive in cantine e soffitte in cui maschi e femmine si incontrano, ballando e festeggiando insieme senza velo e senza divieti di contatti.

 

In questo Iran si vive sempre nel terrore e il regime costantemente interviene con i raid della polizia morale, arrestando decine e decine di giovani e condannandoli a frustate pubbliche in nome di Allah. A dispetto delle repressioni, però, gli iraniani non demordono e continuano a ballare.

 

Un fenomeno di cui si è accorta anche la TV del regime: recentemente, un servizio speciale (raggiungibile a questo link) ha “denunciato” la presenza di decine e decine di scuole di ballo, aperte in scantinati e cantine delle città iraniane.

 

Perché nonostante i Mullah, gli iraniani continuano a ballare!

 

 

 

 

 

 

 

(16 agosto 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

©gaiaitalia.com 2016 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 

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