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I Ragazzi di Tehran: l’Iran arresta di nuovo l’Ayatollah dissidente Reza Nekoman

Ayatollah Mohammad Reza Nekonamdi Ragazzi di Tehran  twitter@RagazzidiTehran

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Arrestato nuovamente in Iran l’Ayatollah Mohammad Reza Nekonam, clerico di primo livello con oltre 800 pubblicazioni alle spalle, sgradito al regime per le sue opinioni contro la repressione delle libertà civili. In particolare, l’Ayatollah Nekonam si era schierato contro ogni ipotesi di censura di Internet all’interno della Repubblica Islamica. L’Ayatollah era stato detenuto per mesi a Qom dopo essere stato condannato a cinque anni di carcere. In seguito alle proteste dei suoi sostenitori, il regime aveva quindi deciso di scarcerarlo.

 

L’Ayatollah Reza Nekonam non è l’unico clerico sciita dissente all’interno della Repubblica Islamica. Insieme a lui vogliamo ricordare la figura dell’Ayatollah Hossein Kazemeyni Boroujerdi, anche noto come il Mandela iraniano. L’Ayatollah Boroujerdi ha speso la sua intera carriera nel predicare la necessità di dividere la sfera politica da quella religiosa (l’esatto contrario del Khomeinismo). Per questo suo coraggio, l’Ayatollah Boroujerdi sta pagando un prezzo carissimo: arrestato nel 2007, l’Ayatollah è stato condannato a 11 anni di detenzione. Tra le accuse anche quella folle di Moharebeh, ovvero di aver dichiarato una guerra contro dio.

 

Il regime ha provato a far cambiare la sua opinione all’Ayatollah Boroujerdi numerose volte, minacciandolo anche di essere condannato a morte. Tentativi completamente falliti, per questo il regime ha deciso di passare all’azione.

 

Il 7 aprile scorso le guardie carcerarie hanno tentato di uccidere l’Ayatollah Boroujerdi con del veleno. Alla fine di giugno, l’Ayatollah Boroujerdi ha ricevuto la visita di due procuratori del Tribunale clericale. Ancora una volta ha ricevuto minacce e gli è stato intimato di rilasciare una dichiarazione televisiva di sostegno alla Repubblica Islamica. Nuovamente, l’Ayatollah Boroujerdi ha detto un secco no. Il primo luglio, quindi, un incendio anomalo è scoppiato nel braccio del carcere di Evin dove è rinchiuso il Mandela iraniano.

 

Purtroppo dobbiamo rilevare come questi clerici dissidenti siano completamente abbandonati dall’Occidente, ovvero da coloro che predicano la libertà di pensiero e di credo. La stessa Italia, come i recenti accordi firmati dal Ministro dei Trasporti Del Rio hanno dimostrato, preferisce rafforzare un regime fondamentalista, piuttosto che sostenere coloro che promuovono principi democratici e libertà civili.

 

 

 

Fonti

https://hra-news.org/en/ayatollah-mohammad-reza-nekonam-arrested-returned-prison   

http://irannewsupdate.com/news/human-rights/2672-iranian-dissident-cleric-poisoned-in-prison.html

http://www.bamazadi.org/2014/07/mr-kazemeini-boroujerdi-threatened-with.html

https://www.youtube.com/watch?v=eg1hGpgMgVA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(18 luglio 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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