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martedì, Settembre 28, 2021

L’uccisione del Mullah Mansour e il marcio tra Iran e Talebani

Mullah Omar 00di Ragazzi di Tehran   twitter@ragazzidiTehran

 

 

 

 

 

 

 

 

Il 21 maggio scorso, un drone americano ha ucciso il Mullah Akhtar Mohammad Mansour, il leader dei Talebani. La morte di Mansour, apre un vaso di pandora sui rapporti tra il regime iraniano e i Talebani afghani. Poco prima di morire, infatti, Mansour era stato in Iran, ove aveva visitato la sua famiglia, al sicuro nella Repubblica Islamica mentre lui portava avanti la sua attività terrorista in Afghanistan.

 

Nonostante l’incidente gravissimo del 1998 – quando i Talebani uccisero diversi diplomatici iraniani presso Mazar-i-Sharif – il regime iraniano sta da anni usando gli “studenti delle scuole coraniche” (questo significa Taliban), in chiave anti americana e anti Occidentale.

 

Proprio mentre a Bonn nel 2001 gli Occidentali elogiavano Teheran per l’impegno alla stabilità dell’Afghanistan, il regime di Teheran – allora governato dal “moderato Khatami” – si dava da fare per ricostruire i rapporti con i Talebani ed usarli come arma per colpire le forze Occidentali presenti in Afghanistan dopo la fine del regime del Mullah Omar.

 

L’uomo simbolo di questo accordo tra Iran e Taliban è Khairullah Khairkhwa, Talebano, arrestato in Pakistan nel 2002 e detenuto a Guantanamo. Durante il processo, Khairullah ha confessato di aver preso parte ai negoziati segreti avvenuti tra Teheran e Talebani dopo l’attentato dell’11 Settembre 2001. Secondo quanto rivelato da Khairullah, negli incontri clandestini, il regime iraniano avrebbe accettato di rifornire i Talebani di armi ed equipaggiamento militare, in cambio dei loro attacchi alla coalizione internazionale presente in Afghanistan. Concretamente, Teheran ha passato ai Taliban missili del tipo SAM-7’s, munizioni, esplosivo al plastico, granate, razzi 107mm e strumentazioni per monitorare i movimenti dei militari occidentali.

 

Non solo: sempre secondo l’accordo, Teheran ha offerto ai Talebani il territorio iraniano come un appoggio sicuro, sia per l’ingresso dei terroristi sunniti salafiti di al-Qaeda in Afghanistan, che per l’uscita degli stessi terroristi (e dei Talebani) per sfuggire alla cattura americana.

 

In questi anni, va ricordato che il Dipartimento del Tesoro Americano ha inserito diversi Pasdaran iraniani – comandanti della Forza Qods – nella lista delle persone sottoposte a sanzioni internazionali. Alcuni comandanti Pasdaran, sono stati sanzionati proprio per i loro rapporti con i Talebani. Tra questi menzioniamo il Generale Gholamreza Baghbani, un vero criminale che dalla città iraniana di Zahedan – vicino al confine con l’Afghanistan e il Pakistan – riforniva di armi i Talebani e con loro gestiva anche il narcotraffico. Va anche aggiunto che, sin dal 2012, il Wall Strett Journal ha riportato che i Talebani, proprio a Zahedan, avevano aperto un loro ufficio di rappresentanza, divenuto presto un centro di ritrovo di al-Qaeda. Infine, riportiamo che, all’interno della Forza Qods, esiste un’unità speciale denominata “Corpo Ansari”, appositamente creata per i rapporti con i Talebani.

 

Il caso del Mullah Mansour, dimostra quanto sia fallace la tesi Occidentale dell’Iran come “attore di pace”. Al contrario, il comportamento del regime iraniano è solamente legato agli interessi della Repubblica Islamica. Interessi che vanno nella chiara direzione della destabilizzazione dell’Afghanistan e dei Paesi vicini, al solo scopo di aumentare la penetrazione dei Pasdaran – e del khomeinismo – nella regione mediorientale.

 

 

Fonti

http://www.longwarjournal.org/archives/2016/05/analysis-iran-has-supported-the-talibans-insurgency-since-late-2001.php?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+LongWarJournalSiteWide+%28The+Long+War+Journal+%28Site-Wide%29%29

 

https://www.treasury.gov/press-center/press-releases/Pages/tg1444.aspx        

 

https://fas.org/man/eprint/dod-iran.pdf

 

http://www.wsj.com/articles/SB10000872396390444130304577560241242267700

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(30 maggio 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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