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I Ragazzi di Tehran, Italia e Iran cooperano contro il narcotraffico mentre a Tehran il boia….

Iran Pena di Morte Grudi Ragazzi di Tehran twitter@RagazzidiTehran

 

 

 

 

 

 

 

 

Secondo quanto riporta la stampa iraniana, l’ufficiale di polizia Ali Moayyedi, avrebbe affermato che l’Italia è pronta ad aumentare la cooperazione con l’Iran nel settore della lotta al narcotraffico. In particolare, il Generale ha affermato che Roma è pronta a sostenere la polizia iraniana con mezzi di sorveglianza contro i trafficanti (The Iran Project). Di cooperazione nel settore anti-droga, tra l’altro, hanno anche parlato a New York il Ministro della Giustizia italiano Orlando, con il Ministro dell’interno iraniano Rahmani Fazli (Fars News).

 

Apparentemente si tratta di una notizia rilevante, soprattutto considerando l’alto livello di narcotraffico in Iran. Ci sono però due problemi gravissimi che l’Italia deve considerare, prima di decidere che tipo di cooperazione avviare con Teheran. Il primo problema, quello principale, è l’elevatissimo numero di condanne a morte. Quasi tutti i condannati a morte in Iran, vengono mandati al patibolo per reati legati al narcotraffico. Purtroppo, però, a finire con un cappio al collo quasi sempre sono piccoli spacciatori, quasi mai implicati in azioni armate. Molti di questi sono membri delle minoranze etniche iraniane, ragazzi emarginati a cui resta solamente il narcotraffico per sopravvivere.

 

Da qui il secondo grave problema. Molto spesso gli stessi servizi di sicurezza iraniani sono implicati nel narcotraffico. E’ noto, infatti, che sono i Pasdaran a gestire l’intero mercato nero iraniano, compresa una parte del traffico di droga. Proprio per questo motivo, nel 2012 il Dipartimento del Tesoro USA mise nella lista delle sanzioni il Generale iraniano Gholamreza Baghbani, comandante della Forza Qods (unità speciale dei Pasdaran).  Non solo: il traffico di droga è uno dei primi mezzi di sostentamento del gruppo terrorista libanese Hezbollah – fedele cane da guardia dell’Iran – particolarmente in America Latina (The Business Insider).

 

L’Italia, come noto, si ritiene in prima fila nella promozione della Moratoria Universale contro la Pena di Morte. Se davvero lo è, deve assolutamente condizionare ogni tipo di cooperazione con il regime iraniano nel settore anti-droga al rispetto delle Convenzioni Internazionale e dei diritti umani. Ci auguriamo sinceramente che l’Italia capisca bene l’importanza di porre delle condizioni, perché il numero di condanne a morte in Iran aumenta quotidianamente.

 

Ricordiamo che, dall’elezione di Hassan Rouhani alla Presidenza, oltre 2200 prigionieri sono stati impiccati. Nel solo 2016, le impiccagioni sono state almeno 110, in piena violazione di ogni norma internazionale (Iran Human Rights Documentation Center). Di queste 110, il regime ne ha ufficialmente ammesse solamente 48…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(2 maggio 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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