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I Ragazzi di Tehran, l’Iran arresta la poetessa Hila Sedighi

Hila Sedighidi I Ragazzi diTehran  twitter@Ragazzidi Tehran

 

 

 

 

L’ultima foto che la ritrae, pubblicata sul suo profilo Facebook, la mostra abbracciata al marito mentre esce dal carcere di Teheran.

 

Stiamo parlando della poetessa iraniana Hila Sedighi, arrestata il 7 gennaio scorso all’aeroporto Imam Khomeini di Teheran, mentre con il marito ritornava a casa dopo un viaggio negli Emirati Arabi Uniti. Il suo arresto pare collegato ad una condanna decisa dal regime iraniano durante l’assenza della poetessa. In altre parole, un processo politico contro Hila, svoltosi senza neanche averle dato il diritto alla difesa (Iran Human Rights).

 

L’arresto della poetessa Sedighi è l’ennesimo atto di abuso dei diritti umani e politici nella Repubblica Islamica dell’Iran. Hila Sedighi, infatti, oltre ad essere una artista nota a livello mondiale, è anche una attivista politica per la democrazia in Iran.

 

Nel 2009, vogliamo ricordarlo, Hila Sedighi aveva sostenuto il candidato presidenziale Mir Hossein Mousavi. Come noto, la rielezione fasulla di Ahmadinejad alla presidenza dell’Iran, scatenò le proteste di piazza (note anche come l’Onda Verde). Proteste represse nel sangue. Ancora oggi, i leader dell’Onda Verde – Mir Hossein Mousavi e Mehdi Karroubi – sono agli arresti domiciliari senza neanche mai aver subito un regolare processo.

 

Già nel 2010, i Pasdaran e i membri dell’intelligence iraniana, sono penetrati a casa di Hila Sedighi, sequestrando diversi suoi effetti personali. Nonostante le minacce, Sedighi ha continuato a decantare versi di libertà, ottenendo nel 2012 anche il prestigioso premio Hellman/Hammet per la libertà di espressione (Hrw.org).

 

Hila Sedighi è stata, fortunatamente, rilasciata su cauzione il 9 gennaio. Ciò significa che, nonostante non sia oggi in galera, la poetessa dovrà subire presto un processo, con probabile condanna al carcere.

 

Tutto questo mentre non si ferma la “proliferazione” di missioni politiche ed economiche occidentali in Iran. In questi giorni, a Teheran è arrivata Debora Serracchiani, Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia. La stessa che, nel 2011, durante un viaggio di Frattini in Cina scrisse su FacebookLe recenti vicende dei Paesi del Mediterraneo dovrebbero averci insegnato che non è saggio tenere separata la partita degli interessi economici da quella sui diritti umani. Perciò voglio credere che Frattini nella sua missione in Cina non “dimenticherà” di parlare anche di diritti umani”.

 

A quanto pare – ancora una volta – solamente belle parole…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(11 gennaio 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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