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Ragazzi di Tehran: e se fare affari con l’Iran servisse a finanziare la destabilizzazione mondiale?

Iran Impiccagioni 01di Ragazzi di Tehran    twitter@RagazzidiTehran

 

 

 

 

 

Oggi, 30 novembre 2015, termina la mega-missione economica italiana in Iran. Una missione economica che, guidata dal Vice Ministro dell’Economia Calenda, ha visto centinaia di rappresentanti del mondo del business italiano, arrivare nella Repubblica Islamica. Una missione benedetta dall’associazione bancaria ABI e da Confindustria (e forse questo spiega l’indisponibilità del Sole 24 Ore a pubblicare l’appello per i diritti umani in Iran, diffuso da 18 organizzazioni [tra le quali anche il nostro quotidiano, ndr] prima del supposto arrivo di Rouhani in Italia).

 

La missione italiana, segna il definitivo riconoscimento del “nuovo corso” della diplomazia Occidentale con l’Iran, a dispetto del perenne “vecchio corso” degli abusi che la Repubblica Islamica commette quotidianamente. Abusi dei diritti umani all’interno e finanziamento del peggior terrorismo internazionale all’esterno. Che si tratti di “crimini interni” o “crimini esterni”, a esserne quasi sempre i responsabili sono i Pasdaran, ovvero le Guardie Rivoluzionarie. Lo stesso attore che, ormai da decenni, controlla oltre la metà del sistema economico iraniano.

 

Considerato che il ruolo dei Pasdaran nel business iraniano è stranoto, avremmo sperato almeno che la missione italiana in Iran, avesse cercato di sottolineare il suo rifiuto di fare affari con le Guardie Rivoluzionarie. Cosi non è stato: già prima di partire, infatti, era stato reso noto che la delegazione italiana avrebbe visitato due compagnie iraniane: la Iran Khodro e la SAIPA, entrambe legate al settore dell’automotive (UANI).

 

Perchè questo è importante? Perché sia la Iran Khodro che la SAIPA, sono state inserite nella lista delle sanzioni internazionali, in quanto sussidiarie dell’ “Iranian Development and Renovation Organization” (IDRO), una istituzione Governativa direttamente responsabile dello sviluppo del programma nucleare militare e di quello missilistico, portati avanti per decenni dal regime iraniano (Iran Watch List). A riprova di quanto diciamo, basti sapere che Rostan Ghasemi, Pasdaran e Ministro del Petrolio di Ahmadinejad, è stato membro del board della IDRO, prima di diventare l’uomo chiave di Khamenei e Rouhani nel sostegno finanziario al regime di Bashar al Assad in Siria (Sana).

 

Il viaggio della delegazione italiana in Iran, sembra essere andato come sperato. Pare che quattro accordi siano stati firmati nel settore del turismo e della cooperazione economica (Iran Daily). Per quanto concerne l’automotive, quindi, sembra che la Fiat intenda produrre 2 milioni di vetture in partnership con l’Iran (Mehr News).

 

Bisogna solo sperare che, gli introiti che Teheran otterrà dall’interscambio con l’Italia, non vadano direttamente a finanziare gli abusi che i Pasdaran commettono in Iran e all’estero. Peggio, considerando quanto successo in passato con le gru dell’IVECO, bisogna sperare che il regime iraniano non userà i mezzi prodotti per impiccare i detenuti (Reuters) o per trasportare i missili balistici (UANI).

 

Purtroppo, considerando le oltre 2000 esecuzioni compiute sotto Rouhani, non possiamo dormire sonni tranquilli…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(30 novembre 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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