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venerdì, Gennaio 28, 2022

Rouhani in Italia deve rispondere dell’Apartheid dei Baha’i iraniani

Iran - Yaran letterdi I Ragazzi di Tehran  twitter@RagazzidiTehran

 

 

 

 

 

Si chiama Afif Na’imi, ed è uno dei sei Baha’i iraniani arrestati nel maggio del 2008, con altri sei correligionari, con l’accusa di “spionaggio” e “settarismo”. In queste ore, Afif è stato trasferito dal carcere di Raja’i Shahr in ospedale, dopo un aggravamento delle sue condizioni (Hrana). Afif era già stato ricoverato nell’ospedale di Teheran nel 2013 e nel 2014. Nonostante il suo fragile stato di salute, non ha mai ricevuto alcuna grazia da parte del regime iraniano.

 

Afif Na’imi ha 52 anni, ed è un prigioniero di coscienza. Afif non è responsabile di alcun settarismo e alcuna azione di spionaggio. Egli, come tutta la Comunita’ Baha’i iraniana, paga solamente il prezzo della sua fede. La Repubblica Islamica dell’Iran, infatti, considera i Baha’i degli eretici e contro di loro è stata emessa addirittura una fatwa scritta da Ali Khamenei. Ai Baha’i iraniani è proibito studiare nelle Università pubbliche, organizzare Atenei privati e svolgere numerose mansioni lavorative. Insomma: un vero e proprio apartheid (No Pasdaran).

 

Mentre scriviamo del caso di Afif Na’imi, possiamo riportare l’arresto di tre altri Baha’i nella provincia iraniana del Golestan (Hrana) e la confisca del terreno agricolo di un coltivatore Baha’i di 65 anni, presso Semnan (Hrana). Secondo quanto denunciato da Ahmad Shaheed, alto rappresentante ONU per i Diritti Umani in Iran, i Baha’i detenuti nelle carceri iraniane sono almeno 100. Un numero a cui vanno sommati i 92 cristiani detenuti in Iran, anche loro per motivi religiosi.

 

Il prossimo 14 – 15 novembre il Presidente iraniano Hassan Rouhani sarà in Italia. Secondo quanto riportano i media, Rouhani vedrà Mattarella, Renzi e lo stesso Pontefice Francesco. Sarebbe ora di mettere sul tavolo non soltanto le opportunità di business che Teheran offre, ma anche le pesanti violazioni dei diritti umani di cui la Repubblica Islamica è responsabile. L’Italia e il Vaticano, infatti, non possono e non devono concedere al regime iraniano un passaggio incondizionato, per tornare ad essere parte del “gotha mondiale” a titolo gratuito.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(26 ottobre 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

©gaiaespana.com 2015 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

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