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sabato, Ottobre 16, 2021

Ragazzi di Tehran: storia della giornalista Naghmeh, abusata dai Pasdaran per i suoi post su facebook

Rohanidi Ragazzi di Tehran  twitter@RagazzidiTehran

 

Questa è la storia di Naghmeh Shahi Savani, giornalista, la cui vita è stata distrutta dai Pasdaran iraniani. Era il 27 gennaio del 2015 quando i miliziani del regime iraniano sono entrati, senza alcuna autorizzazione, nella casa della povera Naghmeh Shahi Savandi, nella provincia di Kerman. Senza alcuna pietà, i Pasdaran sono entrati nella sua casa, hanno sequestrato i computer e i suoi documenti e, davanti ai suoi figli, hanno portato via la povera Naghmeh incappucciata.

 

Detenuta per 75 giorni in isolamento nel carcere di Evin, Naghmeh è stata accusata – con altri sei amici suoi colleghi – di aver creato delle pagine Facebook per diffondere notizie sui diritti umani in Iran. Per estorcerle una confessione videoregistrata, i Pasdaran hanno sottoposto Naghmeh Shahi Savani a numerose torture psicologiche. Legata ad un letto, è stata anche molestata sessualmente dai suoi aguzzini.

 

Trascinata davanti alla Sezione 28 del Tribunale Rivoluzionario – presieduta dal giudice Moghiseh – Naghmeh è stata accusata anche di insulti all’Ayatollah Khomeini, propaganda contro il regime e minaccia alla sicurezza nazionale. Per queste accuse, come al solito inventate, Naghmeh è stata condannata a sette anni e 91 giorni di carcere. Come ricorda Naghmeh, durante il processo, a tutti gli imputati è stato vietato di parlare e di difendersi dalle accuse.

 

Grazie al pagamento della cauzione, Naghmeh è stata rilasciata nel marzo del 2015. Purtroppo, però, il suo drammatico calvario non è finito. Anzi: il marito di Naghmeh ha deciso di lasciare la famiglia, non sopportando l’idea che sua moglie potesse essere stata violentata in carcere (Naghmeh è stata abusata sessualmente, ma non violentata). Considerando l’impossibilità di lavorare liberamente e il prossimo ritorno in carcere, Naghmeh ha quindi deciso di lasciare l’Iran con i suoi figli. Oggi, come espatriata, Naghmeh ha deciso di denunciare la sua storia, sperando che il mondo non dimentichi quanto a lei accaduto.

 

Quella di Naghmeh è una storia doppiamente drammatica: tragica per gli abusi subiti dalla povera giornalista e tragica per le conseguenze, anche private, dell’arresto di Naghemeh. Una tragedia su cui, purtroppo, la Comunità Internazionale tace.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(22 giugno 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

©gaiaitalia.com 2015 ©Ragazzi di Tehran – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 

 

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