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I Ragazzi di Tehran: Assad e i suoi proxy italiani la fanno franca

Ragazzi di Tehran 00 - Isisdi Ragazzi di Tehran  twitter@RagazzidiTehran

La guerra in Siria si sta trasformando sempre di più in una guerra di propaganda. Una guerra in cui, per causa dei terribili massacri di Isis, Assad si sta trasformando nuovamente in un interlocutore. Nonostante tutto, va costantemente ricordato che, quello che alcuni provano a dipingere oggi come un possibile alleato, è da sempre un massacratore spietato tanto quanto i salafiti di Isis.

In questi giorni, a fare le spese dei barili bomba lanciati indiscriminatamente dalle forze di Assad sui civili siriani, è stata la periferia di Damasco, precisamente la città di Douma. Qui, purtroppo, i bombardamenti aerei del regime hanno causato un vero e proprio “fiume di sangue”. Come le immagini messe in rete dai sopravvissuti hanno dimostrato, i target centrati dal regime siriano – finanziato e armato dall’Iran – non sono stati i terroristi di Isis o quelli legati ad Al Nusra. Gli obiettivi centrati dal regime sono stati centinaia e centinaia d’innocenti donne e bambini. Proprio, per questo, al fine di salvare i civili rimasti intrappolati nella città, la Coalizione Nazionale Siriana si è appellata alle Nazioni Unite chiedendo l’apertura di un corridoio umanitario.

Anche in Italia, sfortunatamente, esiste un movimento di pressione che sta agendo in nome del regime di Bashar al Assad. Parliamo in particolare dell’organizzazione sarda Assadakah e del suo presidente Raimondo Schiavone. Vice Presidente Vicario della Camera di Commercio Italo Araba, Schiavone è riuscito recentemente ad inserire nel board della Camera di Commercio anche Mahdi Dahlala, uomo molto vicino ad Assad ed ex Ministro dell’Informazione di Damasco.

In queste giorni, accompagnato da una delegazione di fedelissimi, Schiavone si è recato in visita in Siria e Libano. In Siria, la delegazione ha incontrato il Segretario del partito Baath Al Hillal e promesso di premere sul Governo italiano per ristabilire le relazioni diplomatiche tra Siria e Italia. In Libano, invece, la delegazione Italiana incontrato tra gli altri Ammar Mousawi, responsabile relazioni estere dell’organizzazione terrorista Hezbollah.

Ragazzi di Tehran 01 - Isis

Il rischio di questa propaganda è altissimo, tanto quanto quello di non agire contro i jihadisti sunniti di Isis. Soprattutto, il pericolo maggiore è quello che dimenticare il sacrificio fatto da coloro che iniziarono la rivoluzione siriana nel 2011 e subirono le repressioni messe in atto dai Pasdaran iraniani e da Hezbollah.

Proprio per combattere questa deleteria propaganda vogliamo ricordare che, in questi giorni, il Consiglio Nazionale Siriano ha proposto un piano di pacificazione per la Siria improntato su 13 punti. La base del piano sono le risoluzioni Onu approvate dal 2012 ad oggi. Si tratta di una proposta di prosecuzione del processo avviato durante la Conferenza di Ginevra II (gennaio 2014) e sulla creazione di un Governo di transizione che detenga i pieni poteri esecutivi, compresi quelli del Presidente. Ciò, al fine di avviare un processo che porti alla caduta del regime, ma anche all’instaurazione di un organo di transizione che trasporti il Paese verso la creazione di un sistema democratico e pluralista per tutti i cittadini siriani.

Al di là delle menzogne degli filo Assadisti, quindi, nonostante le violenze dei jihadisti sciiti e sunniti, continua ad esistere una alternativa moderata e democratica. E’ solo con quest’alternativa che l’Occidente ha il dovere, morale e umano, di confrontarsi.

(16 febbraio 2015)

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