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I Ragazzi di Tehran, a proposito dell’antropologa Tiziana Ciavardini

Tiziana Ciavardinidi Ragazzi di Tehran  twitter@RagazzidiTehran

Circa dieci giorni fa, la Guida Suprema iraniana ha inviato una lettera ai giovani in Occidente. In questa lettera, Khamenei ha chiesto alle future generazioni in Europa e America di studiare il Corano al fine di vincere il pregiudizio e costruire la pace. Il 31 gennaio scorso, quindi, l’antropologa italiana Tiziana Ciavardini – noto volto di Rai News 24 – ha rilasciato una intervista all’agenzia iraniana Tasnim News, vicina ai Pasdaran, esaltando le parole della Guida Suprema e descrivendo la lettera da lui inviata come “storica”.

E’ importante, quindi, fare alcune considerazioni in merito alla lettera dell’Ayatollah Khamenei, al fine di evitare trascendimenti e comprendere bene chi e cosa rappresenta la Guida Suprema iraniana. In primis una precisazione: leggere il Corano è sicuramente un esercizio utile per conoscere il prossimo e vincere i pregiudizi. Quando, però, questo consiglio arriva da una personalità come Khamenei, allora si tratta di mera propaganda di regime. Spieghiamo perché.

Il motivo è molto semplice: nella Repubblica Islamica il Corano è usato per favorire la discriminazione e reprimere ogni diversità. Mentre Khamenei chiede ai giovani Occidentali di superare le differenze, il regime iraniano non fa altro che reprimere il diverso e promuovere legislazioni razziste, discriminatorie e misogine. Nella Repubblica Islamica, come noto, legalmente la vita della donna vale metà di quella dell’uomo, le donne non sono ammesse agli stadi (si legga il caso di Ghoncheh Ghavami) e non possono lasciare il Paese senza il consenso del loro tutore maschile. Solo pochi mesi fa una donna, Reyhane Jabbari, è stata condannata a morte per essersi difesa dal suo violentatore. Senza dimenticare che, proprio per via dell’uso fanatico del Corano, gli Hezbollah iraniani hanno attaccato con l’acido oltre 380 donne malvelate in tutto l’Iran (dati della polizia iraniana).

Sul tema della diversità e della discriminazione, possiamo andare avanti nel menzionare abusi commessi con il beneplacito della Guida Suprema iraniana. Gli aderenti alla secolare fede Bahai, infatti, sono costantemente perseguitati in Iran, deprivati del diritto all’educazione e spesso sbattuti in carcere con l’accusa di apostasia. Nella stessa situazione drammatica vivono le decine di giovani iraniani che decidono di lasciare la fede islamica e convertirsi al cristianesimo. Circa cinquanta convertiti mietono oggi nelle prigioni del regime, nonostante la condanna delle Nazioni Unite.

Non dimentichiamo, quindi, gli omossessuali iraniani, considerati esseri spregevoli e puniti spesso con la pena di morte. Solamente pochi giorni fa, proprio l’Ayatollah Khamenei ha dichiarato che l’omosessualità rappresenta la decadenza morale dell’Occidente. Si tratta solamente dell’ultima di tante dichiarazioni razziste fatte pubblicamente dalla Guida Suprema contro la cultura Occidentale. Come dimenticare, infatti, quando proprio Khamenei descriveva la “razza” europea come barbara e dedita alla violenza contro le donne?

Concludiamo con la questione del terrorismo. La lettera di Khamenei è stata pubblicata pochi giorni dopo il terribile attacco di Parigi. L’Iran, va chiarito, non ha mai veramente condannato totalmente quell’attentato. Un comunicato stampa del Ministero degli Esteri di Teheran, infatti, ha paragonato l’ideologia dei terroristi con l’eccesso di libertà dei vignettisti del Charlie Hebdo. Un paragone abominevole e vergognoso. Ad ogni modo, è davvero paradossale che sia la Repubblica Islamica a farsi portavoce della lotta al terrorismo nel mondo. Grazie alle milizie pretoriane Pasdaran, infatti, l’Iran ha fatto del terrorismo nel mondo la sua arma preferita per colpire i nemici e diffondere il khomeinismo.

Solamente pochi giorni fa, vogliamo ricordarlo, è stato ucciso il Procuratore argentino Alberto Nisman, autore di un’indagine fondamentale che ha dimostrato la responsabilità iraniana nell’attacco al centro ebraico Amia del 1994. Un terribile attentato, ancora impunti, in cui morirono 85 persone e per cui l’Interpol emise un mandato di cattura verso i maggiori vertici del regime khomeinista. Di recente, quindi, è stato reso noto che lo stesso Hassan Rouhani, attuale Presidente iraniano, è stato parte della commissione speciale che ha approvato l’attentato.

Sarebbe opportuno quindi che, oltre a leggere il Corano, i giovani Occidentali capissero bene chi usa questo testo sacro dell’Islam per perseguitare, abusare e uccidere chiunque la pensi differentemente. Teheran, purtroppo, è in cima a questa lista nera…

(2 febbraio 2015)

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