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I Ragazzi di Tehran: Alberto Nisman, il presidente Rouhani e la presidenta Kirchner

di I Ragazzi di Tehran  twitter@RagazzidiTehran

La scorsa settimana l’Argentina è stata sconvolta dal ritrovamento del corpo senza vita di Alberto Nisman, il coraggioso procuratore che indagava sui responsabili dell’attentato contro il centro ebraico Amia di Buenos Aires. Quell’attentato, avvenuto nel 1994, ha lasciato sul terreno 85 vittime innocenti, colpervoli solo di essere di religione ebraica.

Per quel terribile attentato, l’Interpol emise diversi mandati di cattura contro rappresentati di Hezbollah e del regime iraniano (tra cui anche l’ex Presidente Rafsanjani e l’ex Ministro della Difesa Vahidi). Purtroppo, sinora, nessuno ha pagato, anche per il bieco tentativo del Governo argentino di mettere a tacere questo crimine in nome del business con Teheran.

Proprio contro questo accordo segreto tra Buenos Aires e Teheran si era scagliato pubblicamente Alberto Nisman. Secondo Nisman, l’accordo firmato tra Argentina e Iran nel 2013 per la nascita di una commissione “indipendente” sull’attentato Amia, era in realtà una copertura dei due Paesi per chiudere la questione: con la benedizione della Presidentessa Kirtchner, infatti, il Governo argentino pianificava di incolpare figure minoritarie per l’attentato, lasciando mano libera per l’avvio di nuove relazioni diplomatiche con la Repubblica Islamica.

Alberto Nisman, come detto, non era rimasto zitto ed intendeva denunciare lo scandalo in atto. Il suo corpo esanime, immerso in una pozza di sangue, è stato ritrovato proprio il giorno prima della sua audizione davanti ad una commissione speciale del Parlamento argentino. Secondo il Miami Herald, Nisman non intendeva denunciare solamente l’accordo segreto tra governo iraniano e argentino, ma anche il diretto coinvolgimento dell’attuale Presidente iraniano Rouhani nell’attentato contro l’Amia.

Sebbene Rouhani non sia stato raggiunto personalmente da un mandato di cattura, egli era parte della Commissione Speciale iraniana che diede luce verde all’intelligence iraniana – la Vevak – per colpire il centro ebraico argentino. La Commissione Speciale, per la cronaca, si chiamava Vijeh, una struttura che aveva il compito di studiare e autorizzare tutte le operazioni “speciali” del regime iraniano.

Questa indiscrezione, si badi bene, non è campata in aria: si tratta di una rivelazione fatta dallo stesso Nisman, nel luglio del 2013, al giornalista Andres Opperheimer. Un’informazione che si basava sulla testimonianza di Abolghasem Meshabi, ex agente dell’intelligence iraniana ai tempi dell’attacco contro l’Amia. Meshabi disse chiaramente che la speciale commissione Vijeh era composta dalla Guida Suprema Khamenei, dall’allora Presidente Rafsanjani, dall’allora Ministro degli Esteri Velayati (oggi consigliere di Khamenei) e da Hassan Rouhani, allora potente Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale.

La morte di Nisman ha provocato un vero e proprio shock in Argentina. Poche ore dopo il ritrovamento della salma, una folla di almeno diecimila persone si è riversata a Plaza de Mayo al grido Yo Soy Nisman. Per la cronaca, il giornalista che per primo ha dato la notizia della morte di Alberto Nisman, Damian Pachter, ha deciso di lasciare l’Argentina temendo per la propria vita.

(26 gennaio 2015)

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