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I Ragazzi di Tehran, i vergognosi abusi sulle donne in Iran

Iran Donnedi Ragazzi di Tehran  twitter@RagazzidiTehran

 

L’ONG “International Campaign for Human Rights in Iran – ICHRI” ha rilasciato all’inizio di marzo un nuovo report di denuncia degli abusi contro I diritti delle donne nella Repubblica Islamica. Il Report, scaricabile online gratuitamente, si concentra particolarmente su due cose: 1- gli attacchi con l’acido avvenuti in Iran contro le donne malvelate; 2- la proposta di Legge per “Promuovere la Virtù e Prevenire l’Immoralità’”.

 

Per quanto concerne la questione, terribile, degli attacchi con l’acido contro le donne iraniane, il report denuncia almeno 14 casi avvenuti nella Repubblica Islamica nel 2014. Un attacco senza precedenti, iniziato presso Esfahan e portato avanti da miliziani che intendevano punire le ragazze che vestivano in maniera errata – a loro opinione – il velo islamico. Vogliamo anche precisare che, secondo un dato fornito dal capo della polizia iraniana e poi fatto sparire dalle agenzie, i casi di attacchi con l’acido in Iran sarebbero stati addirittura oltre 380.

 

Ad ogni modo, il report della ICHRI denuncia come nessuno sia stato arrestato fino ad oggi per quegli attacchi. La stessa cosa, però, non è avvenuta per coloro che – uomini e donne coraggiosi – sono scesi in piazza per manifestare contro gli attacchi alle donne iraniane. In quel caso, lo ricordiamo, le forze di sicurezza intervennero con particolare solerzia, arrestando diversi attivisti (tra cui Mahdieh Golroo, tenuta in custodia per tre mesi…senza alcun processo!).

 

L’ONG per i diritti umani in Iran chiede esplicitamente a Rouhani di usare il suo potere, in particolare il Ministero dell’Interno, per difendere le donne e assicurare alla giustizia i colpevoli. Una speranza vana, soprattutto se si considera che uno dei responsabili degli attacchi con l’acido contro le donne sembra essere un certo Mohammad Beheshtifar, figlio del comandante della milizia Basij Jalil Beheshtifar. La milizia Basij, lo ricordiamo è sotto il diretto comando dei Pasdaran ed è stata la prima responsabile delle repressioni del 2009.

 

Proprio il potere dei Basij è al centro della seconda richiesta dell’ONG ICHRI. Il report, infatti, denuncia la proposta di legge la “Promozione della Virtù e Prevenzione dell’Immoralità” in Iran. La proposta di legge pende in Parlamento dalla metà del 2014 e, se fosse approvata, rappresenterebbe un grave pericolo per gli attivisti e per i diritti delle donne. Grazie a questa legge, infatti, le milizie Basij avrebbero il compito di vigilare e implementare la cultura della Virtu’ e della Moralità. In poche parole, il regime darebbe ancora più potere a dei fanatici estremisti per colpire tutti coloro che non seguono la velayat-e Faqih ciecamente. Non solo: tramite questa legge verrebbero praticamente riconosciute ufficialmente le milizie di Ansar-e Hezbollah – gli Hezbollah iraniani – tra i primi responsabile delle vessazioni contro i civili iraniani.

 

Il report si conclude con una serie di interviste ad alcune vittime degli attacchi con l’acido. Una lettura illuminante, da consigliare a chiunque voglia veramente capire cosa significhi essere una donna in Iran.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(23 marzo 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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